Auto, è l’anno degli incentivi Anche i polmoni dicono grazie

L’auto continua a svolgere un ruolo primario nella nostra economia e il brusco arresto nelle vendite ha imposto l’avvio di una manovra per ridare al mercato lo stimolo giusto. Ancora una volta l’aiuto è arrivato sotto forma di ecoincentivi, sconti predisposti dallo Stato per invitare gli automobilisti ad abbandonare i veicoli vecchi e inquinanti, passando a quelli di nuova generazione. Il risultato è una serie di sconti, che può variare da un minimo di 1.500 e un massimo di 5mila euro. Elemento discriminante è sempre il grado di ecocompatibilità dell’auto che si sta per comprare, ma fondamentale è anche il livello di vecchiaia di quella che si sta per rottamare. Per accedere a ogni incentivo statale sono di conseguenza necessari alcuni requisiti. Vediamo il dettaglio.
1.500 euro. Rappresentano lo sconto minimo previsto per chi acquista da oggi fino a fine anno (con la possibilità di immatricolare il nuovo veicolo entro il 31 marzo 2010). Per vedere automaticamente ribassato il prezzo di listino è sufficiente entrare in una concessionaria e acquistare una qualunque auto Euro 4 o Euro 5. Ma non basta, sono fissati anche tetti nelle emissioni di CO2, limiti che sono stati fissati in 140 g/km per i motori alimentati a benzina e in 130 g/km per i diesel. Per avere diritto allo sconto è inoltre indispensabile consegnare un veicolo da rottamare. Quest’ultimo deve appartenere alla generazione Euro 0, 1 o 2 e risultare immatricolato prima del 31 dicembre 1999.
1.500 euro. Una seconda opportunità per ottenere un taglio di 1.500 euro, in questo caso senza la contestuale rottamazione di un’auto di vecchia generazione, è rappresentata dall’acquisto di un nuovo veicolo ibrido, oppure con doppia alimentazione: benzina/Gpl, oppure benzina/metano. Se per le vetture ibride non sono previsti vincoli specifici, dato che escono dalle linee di montaggio dotate di due motori che lavorano in simbiosi, uno a scoppio e uno elettrico, per le «bifuel» c’è qualche elemento in più da rispettare.
Per avere diritto a questa detrazione, infatti, l’impianto a gas deve essere omologato direttamente dal costruttore o dall’importatore. In caso contrario l’auto è considerata trasformata e l’incentivo cala, arrivando agli stessi livelli previsti per chi provvede all’installazione su un qualsiasi veicolo.
3.000 euro. L’importo si ottiene sommando le cifre dei due casi precedenti. Ad averne diritto è infatti chi acquista un’auto ibrida, oppure una «bifuel» a Gpl o a metano, e contemporaneamente consegna alla concessionaria un mezzo immatricolato prima del 31 dicembre 1999, che rientra nelle categorie Euro 0, 1 o 2. Questo veicolo deve essere chiaramente avviato alla rottamazione.
3.500 euro. I presupposti per avere diritto allo sconto sono simili a quelli per accedere ai 3mila euro per chi compra un’auto a gas, ma con qualche specifica da rispettare in più. Innanzitutto lo sconto è riservato esclusivamente all’acquisto di modelli bifuel benzina/Gpl, le cui emissioni di anidride carbonica siano inferiori a 120 g/km. Si tratta in pratica di un ulteriore bonus ecologico, anche in questo caso riconosciuto solo ai modelli con omologazione diretta del costruttore.
5mila euro. È il massimo sconto ottenibile, che per i modelli più economici interessati può corrispondere a un taglio netto di oltre il 30% del prezzo di listino. A beneficiare di questo incentivo sono i veicoli ibridi, oppure alimentati a benzina e metano, purché le loro emissioni di CO2 siano sotto il tetto dei 120 g/km. Per avere diritto allo sconto massimo bisogna chiaramente portare alla rottamazione un modello di vecchia generazione che, come negli esempi precedenti, deve risultare immatricolato prima del 31 dicembre 1999.
500 euro. È questo l’incentivo riconosciuto a chi trasforma la propria auto a benzina in un veicolo bifuel benzina/Gpl. Ai fini normativi il contributo è assegnato indifferentemente a proprietari di veicoli immatricolati da tempo o nuovi. In quest’ultima categoria rientrano, per esempio, alcuni prodotti Tata e Opel, che non escono dalla fabbrica con l’allestimento a gas, ma sono trasformati prima della commercializzazione. La sola distinzione tra le due famiglie è rappresentata dalla particolarità che per i mezzi di nuova immatricolazione è comunque possibile usufruire di un ulteriore sconto di 1.500 euro se si porta alla demolizione un’Euro 0, 1 o 2.
650 euro. L’ultima fascia di contributi riservati alle auto segue lo stesso percorso del caso precedente, ma con importi maggiori per il passaggio all’alimentazione a metano. I 150 euro in più rappresentano un parziale rimborso per il maggior esborso richiesto per l’installazione. Se, infatti, un impianto a Gpl costa mediamente 1.200 euro, per uno a metano è richiesta una spesa di 1.750.