Autostrade in cattedra sulla sicurezza

L’obiettivo dell’Unione europea è di ridurre del 50% il numero dei morti sulle strade tra il 2000 e il 2010. Raggiungere questo obiettivo significherebbe salvare ogni anno circa 25mila vite umane dimezzando le 50mila vittime della strada che si verificano annualmente in Europa e riducendo in modo consistente i relativi costi sociali che vengono oggi stimati in circa 200 miliardi di euro l’anno. Per approfondire come Autostrade per l’Italia sta contribuendo a concretizzare queste aspettative ne parliamo con l’amministratore delegato Giovanni Castellucci.
«Sulla nostra rete - afferma il top manager - dal 1999, anno della privatizzazione, al 2007, la mortalità si è ridotta del 50% permettendo ad Autostrade per l’Italia di raggiungere con qualche anno di anticipo gli obiettivi posti dall’Unione europea».
Ingegner Castellucci, quali sono le cause che maggiormente provocano gli incidenti stradali?
«É noto che fra i tre fattori rilevanti nella genesi degli incidenti - uomo, veicolo, strada - i comportamenti inadeguati del conducente sono predominanti e, dunque, la gran parte dei sinistri, oltre il 90% secondo l’Istat, è da addebitare a responsabilità umane: eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, colpo di sonno, malori. In misura decisamente minore le cause degli incidenti sono riconducibili alle condizioni delle strade o a difetti e avarie dei veicoli».
Visto che le cause degli incidenti sono in gran parte da riferire a comportamenti inadeguati degli automobilisti, quali azioni avete avviato?
«Siamo intervenuti con attività volte a modificare il comportamento e responsabilizzare il conducente: in tale ottica sono state intraprese le iniziative “Caffè gratis di notte” e “La vita è un soffio”. Con la prima abbiamo cercato di contrastare l’incidentalità dovuta ai colpi di sonno; con la seconda, in collaborazione con i partner della ristorazione, sono stati distribuiti test volti a rendere consapevoli gli automobilisti delle loro condizioni psicofisiche e dei rischi associati a un tasso alcolemico elevato quando si è alla guida. Altre iniziative informative-educative quali “Mettici la testa” e “Obiettivo sicurezza” sono state attivate per promuovere nei conducenti i comportamenti più adeguati per una guida sicura. È stata inoltre avviata una Consulta per la qualità e sicurezza del servizio - in collaborazione con la Polizia stradale, con Asaps, con varie associazioni di consumatori, Isoradio, Quattroruote e Albo nazionale trasportatori - che ha in questi anni lavorato per migliorare la sicurezza, la qualità del servizio e la comunicazione ai clienti in autostrada. Ma sono necessari e sono stati utili anche gli strumenti che hanno una funzione deterrente alle velocità più elevate: sugli oltre 1.200 chilometri di carreggiata ove è stato installato, il Tutor - il sistema di rilevazione della velocità media - ha ridotto gli incidenti del 25% e quelli mortali del 50 per cento».
E per quanto riguarda le cause riconducibili all’infrastruttura, che cosa avete fatto?
«A seguito degli interventi attivati negli anni scorsi di riqualificazione delle gallerie, di miglioramento degli spartitraffico con barriere NewJersey (circa 650 chilometri), di chiusura di tutti i by-pass tra le carreggiate, d’installazione delle protezioni sotto i circa 300 viadotti si sono quasi del tutto azzerati i decessi in tali contesti e per tali cause. Inoltre dal 1999 a oggi, al fine di migliorare la sicurezza, la copertura della rete con asfalto drenante è passata dal 16,4% al 79,0%, sono stati installati più di 800 pannelli a messaggio variabile in itinere, e in ingresso alle stazioni, e migliorata la segnaletica con integrazioni aggiuntive rispetto agli standard di legge. Più in generale sono stati effettuati oltre 1.500 interventi specifici sui punti della rete che presentavano incidentalità superiore alla media. Sono state infine migliorate le modalità operative legate alla manutenzione dell’infrastruttura revisionando i cicli di lavorazione e riducendo i tempi medi di vita dei cantieri e dunque le ore di coda a causa degli stessi».
Visto che la riduzione dell’inquinamento ambientale è oggi un problema molto sentito, quali iniziative avete intrapreso?
«Mentre si è visto che i limiti di velocità non risultano in grado di incidere positivamente e sensibilmente sulle emissioni da traffico autostradale, abbiamo verificato che per ridurre i livelli di emissione è necessario eliminare le situazioni di congestione e in tal senso le attività di adeguamento della rete, con apertura di nuove corsie, sono state in questi ultimi anni molto utili per contribuire a ridurre l’inquinamento ambientale».
Per il futuro cosa pensate di fare? Quali obiettivi privilegerete e quali iniziative attiverete?
«Visto, come abbiamo detto, che l’errore umano è decisamente la maggior causa di incidenti stradali continueremo a lavorare sui comportamenti dei conducenti, estenderemo il Tutor su altre tratte della rete e potenzieremo le iniziative contro il colpo di sonno. Lavoreremo inoltre sul tema della guida in stato di ebbrezza anche controllando la vendita di alcolici nelle aree di servizio».