Aviaria, il virus minaccia l'uomo

Lo ha stabilito un gruppo di ricercatori americani. Ma la mutazione non è tale da poter causare una pandemia tra gli esseri umani. Dal 2003 a oggi il virus H5N1 ha ucciso 201 persone

New York - Il virus H5N1 dell’influenza aviaria ha subito una mutazione e può contagiare più facilmente gli esseri umani, anche se non si è ancora trasformato in una variante tale da provocare la pandemia. Sono le conclusioni di un gruppo di ricercatori dell’università statunitense di Wisconsin-Madison. Le modifiche sono preoccupanti, ha detto il dottor Yoshihiro Kawaoka, che ha guidato lo studio. "Abbiamo identificato un cambiamento specifico che può far sviluppare l’influenza aviaria nell’apparato respiratorio superiore umano", ha spiegato il ricercatore. "I virus che stanno circolando in Africa ed Europa sono quelli più vicini a diventare un virus umano".

Allarme o terrore Campioni del virus presi recentemente da volatili in Africa ed Europa mostrano tutti la presenza della mutazione, hanno scritto Kawaoka e i suoi colleghi nel bollettino del Public Library of Science, PLoS Pathogens. "Non mi piace terrorizzare il pubblico, perché non può fare molto. Ma allo stesso tempo è importante per la comunità scientifica capire cosa sta accadendo", ha detto Kawaoka in.

Virus killer Il virus H5N1 dell’influenza aviaria, che colpisce soprattutto gli uccelli, ha contagiato dal 2003 329 persone in 12 paesi, provocando la morte di 201 pazienti. Molto raramente il virus si è trasmesso tra le persone, ma se acquisisse la capacità di farlo facilmente, potrebbe causare un’epidemia globale. Tutti i virus influenzali sono in evoluzione costante e gli scienziati hanno alcune idee sulle mutazioni necessarie per trasformare il virus al punto di rendere facile il contagio umano. I volatili hanno normalmente una temperatura corporea di 41 gradi, mentre quella degli umani è più bassa, 37 gradi. L’ingresso del nostro naso e della gola ha di solito una temperatura di 33 gradi. "Dunque di solito la 'bird flu' non si sviluppa nel naso o nella gola degli umani", dice Kawaoka. Questa particolare mutazione consente all’H5N1 di vivere a temperature più basse, appunto quelle del nostro apparato respiratorio superiore.