Gli azionari possono «pagare» fino al 60%

Ma bisogna accettare più rischi, avere i nervi saldi e investire ad almeno tre anni

Se si analizzano le performance delle diverse tipologie di fondi degli ultimi cinque anni si scopre che c'è stata una perfetta relazione tra rendimento e rischio: ovvero al crescere dei rischi assunti con l'investimento, il sottoscrittore ha beneficiato di maggiori guadagni (vedere tabella). Si tratta di una relazione che nel lunghissimo termine (per periodi di solito superiori ai 10-15 anni) è quasi sempre rispettato anche se non mancano eccezioni.

Precisato questo, tornando alle performance degli ultimi 5 anni (dal 31/5/ 2012 al 31/5/2017) si nota che l'indice dei fondi azionari è salito del +58,8% fronte di una volatilità (variazione media mensile su base annua del valore dell'investimento) del 10,02%, l'indice dei fondi bilanciati del +35,18% (con 5,3% di volatilità), l'indice dei flessibili del +22,2% (3,55% il rischio), l'indice dei fondi obbligazionari del +17,06% (volatilità pari al 2,3%) e l'indice dei fondi monetari euro dell'1,25% (volatilità dello 0,35%). Quindi chi avesse accettato di correre rischi maggiori sarebbe stato ricompensato.

Il problema, tuttavia, è che non tutti sono disposti a correre rischi. Infatti, leggendo queste performance può capitare che i risparmiatori molto prudenti siano ingolositi dai rendimenti più elevati e siano tentati ad investire in fondi a più altro profilo di rischio. Occorre, invece, evitare di commettere questo errore perché se non si è davvero preparati, al primo forte scossone di Borsa, si vende tutto vanificando il risultato di lungo periodo. Nei cinque anni esaminati ci sono stati almeno tre episodi di turbolenze sui mercati finanziari che hanno messo a dura prova gli investitori più esposti al rischio. Il primo nel mese di giugno 2013, quando i rumor sul possibile tapering (riduzione degli acquisti sul mercato di obbligazioni in dollari da parte della Fed) fece cadere del 5,2% l'indice dei fondi azionari: disinvestendo tutto dall'azionario per posizionarsi sull'obbligazionario avrebbe fatto guadagnare nei 5 anni il 24,5% (invece del 58,8% se l'investimento in fondi azionari fosse stato mantenuto senza soluzione di continuità). Il secondo episodio di turbolenza è accaduto nell'agosto 2015 con la svalutazione a sorpresa del renminbi cinese (indice dei fondi azionari -5,6%): passando nei fondi obbligazionari dopo questo calo avrebbe comportato un guadagno finale del 44,4%. Infine, nei primi due mesi del 2016, a seguito delle preoccupazioni circa il rallentamento della crescita in Cina, l'indice dei fondi azionari perse il 19,5%: uscendo dopo quella caduta dall'azionario per entrare nell'obbligazionario si sarebbe ridotto il guadagno nei 5 anni al 27,5%.

EM