Baglioni rinvia il suo concerto

Erano i tempi di Alè oo per Claudio Baglioni a Piazza di Siena, tour passato alla storia del pop, anno 1982, stagione dei grandi raduni di massa e della indimenticata vittoria al mondiale di calcio della nazionale di Enzo Bearzot.
Quasi trent'anni dopo e con i capelli ormai da tempo incanutiti, il cantautore romano torna nello stesso luogo altamente simbolico per lui e i suoi numerosi fan. «Gran Concerto QPGA» dedicato proprio a Questo piccolo grande amore anteprima esclusiva del suo nuovo tour di cui Baglioni omaggia la sua Roma con una data già da tempo sold out, ha cambiato però data. Non più venerdì prossimo ma il 12 giugno. Nessun problema, avvertono gli organizzatori, per i biglietti che avranno lo stesso valore anche nella nuova data. «Tenevo particolarmente a questa serata speciale - dice Baglioni -. Un concerto concepito come un’opera moderna, una festa pop dedicata alla canzone che è la mia maledizione ma anche benedizione perché mi ha dato tante soddisfazioni e la grande popolarità». Subito dopo la serata romana, parte un tour che porterà Baglioni a esibirsi nelle più suggestive location estive, e che celebra una canzone ma anche una carriera davvero sorprendenti. «Chi l’avrebbe detto? - si chiede - dopo i miei inizi non particolarmente felici avevo deciso che non ero tagliato per la musica. Pensare che avevo scritto un ultimo album come una sorta di testamento sottintendendo che non mi avevano capito e lo lasciavo in eredità ai posteri». ricorda il cantautore romano autore di brani come Porta Portese o Signora Lia entrati nell’immaginario della Capitale quasi in competizione con i classici della canzone popolare romanesca. Ad oltre 30 anni di distanza dall’uscita di quella che è stata definita la «canzone del secolo», non si ferma dunque la magia di QPGA, che è appunto l’acronimo che Baglioni ha scelto di utilizzare per il disco e il tour celebrativo del suo brano più rappresentativo. In appena sei settimane di prevendite sono stati staccati oltre settemila biglietti per assistere a un live show innovativo che anticipa i contenuti musicali del nuovo doppio cd con brani inediti che si ascolteranno per la prima volta dal vivo a giugno nella cornice di Villa Borghese. «Avevo voglia di spezzare la consuetudine che vede i concerti subalterni ai dischi - aggiunge Baglioni - il più delle volte durante i concerti gli artisti propongono il meglio del loro repertorio magari insieme con qualche novità. Vorrei invece riportare la musica al momento in cui non esisteva il disco e chi andava a sentire il concerto era il primo ad ascoltare quell’opera. Solo dopo la fine del tour, a ottobre, uscirà il disco, un album che sarà davvero totale, fuori tendenza, con pezzi scritti con me da una cinquantina di colleghi. Ci saranno 50 titoli, anche se le canzoni vere e proprie sono 28 con tracce solo strumentali e altre chicche». Un progetto a quattro corsie questo di QPGA «che è il tentativo - spiega Baglioni - di raccontare una storia attraverso quattro linguaggi diversi: il cd, il libro, il fim e lo spettacolo live». La canzone infatti, lo si ricorderà, proprio lo scorso febbraio è diventata anche un film omonimo al brano per la regia di Riccardo Donna del quale lo stesso Baglioni è stato co-sceneggiatore e autore delle musiche. «È la prima volta credo al mondo - aggiunge fiero il cantautore - che un film si tira fuori da una canzone e da disco pop». Prima volta anche di Baglioni autore di un libro autobiografico: «Ma non chiamatemi scrittore - invita il musicista - anzi le parole in un certo senso sono la mia dannazione perché ho una forma di soggezione verso le persone che lavorano con le parole. Lo scrittore è uno scienziato che va a cercare la cosa più corretta e più giusta, anche se naturalmente servono estro e intuizione. Il romanzo che ho scritto è stata un’avventura di 260 pagine ma l’ho vissuta in modo romantico e mi piaceva vedere cosa succedeva».