Balotelli, per la Juventus una gara a porte chiuse

Cori razzisti: Olimpico squalificato per un turno. Matarrese: "Il presidente Abete dovrebbe sospendere tutto". Il numero uno della Figc: "Rammaricato. Potremmo cambiare le norme: stop alle gare anche per cori offensivi"

Roma - Squalificato l'Olimpico per cori razzisti. Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha condannato la Juventus a disputare un turno a porte chiuse a causa dei cori razzisti rivolti dai tifosi bianconeri nei confronti del giocatore dell’Inter Mario Balotelli. Nel suo referto il giudice sportivo ha sottolineato come i cori razzisti si siano verificati "in molteplici occasioni e in vari settori dello stadio" e ha sottolineato "l’assenza di qualsiasi manifestazione dissociativa da parte di altri sostenitori ovvero di interventi dissuasivi da parte della società". La Juve giocherà senza pubblico la partita casalinga contro il Lecce, valida per la 15esim giornata di ritorno e in programma il 3 maggio.

Matarrese predica lo stop Uno stop per riflettere e dare un segnale forte. Questa la ricetta del presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, di fronte agli episodi di razzismo all’indirizzo di Mario Balotelli, registrati sabato sera allo stadio Olimpico di Torino, in occasione di Juventus-Inter. "Sono episodi che danneggiano noi e il nostro calcio. La Figc è l’organo che garantisce il rispetto delle regole e allora Abete deve avere la pazienza di dire: 'Fermiamoci e ragioniamo'" ha dichiarato nel corso di un’intervista ai microfoni di Radio Capital.

Iniziativa forte "Non mi meraviglio più di questo nostro Paese, non c’è più rispetto delle regole e allora serve un’iniziativa forte. Io al posto di Abete avrei fatto una riunione degli stati generali, comprese anche le tifoserie, avrei fermato la macchina perché così si sfascia tutto. Continuiamo a parlare, ci scandalizziamo, ma sappiamo che può succedere ancora". Infine un plauso alle recenti affermazioni del presidente dell’Inter: "Ha fatto bene Moratti a dire che avrebbe ritirato la squadra: sarebbe una decisione forte, ma è un segnale preciso".

La risposta di Abete "Esprimo ferma condanna e vivo rammarico. Si può rivedere il quadro normativo della Figc. Il calcio italiano, però, non è la feccia del mondo". Lo ha detto il presidente della Figc, Giancarlo Abete. "Mi scuso come presidente federale. Mi scuso verso tutta l’opinione pubblica. La normativa della Figc è pregna di norme Fifa e Uefa sulla questione-razzismo. Esprimo rammarico per il comportamento di alcuni tesserati sulla vicenda". Poi ha aggiunto: "Condivido le parole di Cobolli Gigli: nessun comportamento in campo legittima episodi di razzismo. Allargando il discorso, e non prendendo in considerazione il singolo episodio, in campo tutti vogliono essere rispettati, ma bisogna anche rispettare gli avversari, senza per questo fare riferimenti al comportamento di Balotelli" ha precisato. "Nel prossimo Consiglio federale potrà essere affrontato l’argomento relativo al quadro normativo legato ai fenomeni di razzismo negli stadi - ha concluso -. In questo momento esiste la possibilità che un funzionario delle forze dell’ordine faccia sospendere la partita per la rimozione di striscioni dal contenuto razzista, ma non ci sono riferimenti ai cori. Si potrebbe pensare di collegare in qualche modo i due aspetti regolamentari".