In barba ai soloni della pedagogia la gioventù non è solo quella che vediamo in Tv

Questa volta voglio proprio dire con sicurezza, in barba ai grandi soloni della pedagogia, che tanto danno hanno ormai procurato, «l’avevamo detto noi!». Mi riferisco ai disastri sempre maggiori che avvengono nelle scuole, ad opera di studenti maleducati nel senso più ampio del termine e, talora, neppure educati. Non capisco la meraviglia dei media, le discussioni, il più delle volte ipocrite, sul problema della violenza dei giovani e della loro difficoltà di vita. Si deve precisare, innanzitutto, che non di giovani in assoluto si tratta, ma di alcuni giovani cui si è dato e si continua a dare spazio per le loro ribalderie e cui non si è dato nulla di costruttivo, perché sarebbe risultato troppo autoritario. Tuttavia, abbiamo anche giovani per bene, noiosamente perbene, non interessanti, di quelli che studiano, lavorano, cercano di fare del loro meglio, che sono stati educati dai loro genitori e da buoni insegnanti, contro tutto e contro tutti. Ma questi non sono importanti, perché non hanno il mal di vivere, non vivono traumi da mass media, e non hanno meriti di alcun tipo. Che tristezza; ma noi, insegnanti controcorrente, in lotta contro i buonisti ipocriti e ignoranti (proprio in senso lato), noi l’avevamo detto che sarebbe finita così e siamo fieri che i nostri alunni e i nostri figli cosiddetti repressi si siano salvati. Con cattiveria per gli adulti miopi e ipocriti, con tanto amore per la bella gioventù onesta ed educata.