La barca che non c'era Così Amer 94' Twin rivoluziona la nautica

Peso ridotto di 20 tonnellate grazie ai nuovi motori Volvo Penta Ips e a materiali speciali

Antonio Risolo

Difficile coniare nuovi aggettivi. Fin troppi - più o meno efficaci - se ne sono già sprecati. Per noi, più semplicemente, si tratta della «barca che non c'era». Basta salire a bordo per respirare tutta l'anima green del cantiere di Sanremo.

Parliamo di «Amer 94' Twin Superleggera» (Gruppo Permare), superyacht realizzato con soluzioni e materiali ecosostenibili certificati Rina con l'annotazione Green Plus.

Un dato su tutti: questa barca pesa 20 tonnellate in meno rispetto a un superyacht delle stesse dimensioni (poco più di 28 metri).

«Superleggera - spiega Barbara Amerio, numero uno di Amer Yachts - nasce da una sfida: abbassare ulteriormente i consumi. Quindi, abbiamo pensato a una barca con sue motori al posto dei tre tradizionali. Uno yacht, cioè, progettato per andature dislocanti per dare il massimo comfort a bordo, provando allo stesso tempo di compiere il giro d'Italia senza refuel».

Un grande lavoro di ricerca, quindi, per rendere il superyacht sempre più leggero.

«Insieme con Volvo Penta - aggiunge - che ha fatto un grande lavoro - abbiamo stabilito dei pesi da rispettare. In che modo? Con l'utilizzo di materiali leggeri. Risultato: abbiamo risparmiato 20 tonnellate di peso rispetto a una barca tradizionale di queste dimensioni. Grazie anche al minore ingombro dei motori Volvo Ips e ai materiali normalmente usati nel settore aerospaziale, decisamente più costosi ma che consentono una notevole riduzione di peso».

In sostanza è stato impiegato materiale di sughero al posto del teak, una vera e propria rivoluzione nel segmento superyacht: «Ma non ci siamo fermati qui - continua Barbara Amerio - Abbiamo aggiunto componenti, integrazione, nuovi software, 15 soluzioni innovative a bordo e altre di design per interni ricchi su una barca leggera».

L'anima green, tuttavia, va ancora oltre l'immaginazione con l'invenzione my green pages, un software speciale creato appositamente per 94' Twin in collaborazione con l'Istituto Tethys per la salvaguardia e lo studio del Santuario dei Cetacei e per supportare la campagna «Cetacei Fai Attenzione» che suggerisce una linea guida di comportamento in presenza di cetacei durante la navigazione.

«Insieme con Naviop, Simrad, Navico e Sea Energy - spiega Lady Amer - abbiamo creato questo software che riconosce i cetacei e suggerisce i codici di condotta per avvicinarli memorizzando, tra l'altro, il punto di avvistamento. Tutti dati che poi vengono trasmessi all'Istituto di Ricerca, possibilmente corredati da fotografie. C'è anche un indicatore che suggerisce la velocità nel Santuari dei Cetacei. Sotto i 14 nodi, infatti, si riduce notevolmente il rischio di collisione. Un ulteriore sistema, infine, inibisce entro le tre miglia lo scarico delle acque. Una buona pratica per i diportisti, da prendere come sana abitudine».

Torniamo al test sui consumi durante la 100 miglia Viareggio-Sanremo: «Con a bordo Francesca Burroni (ingegnere Rina, ndr), abbiamo testato 4 andature a velocità diverse. A 9.25 nodi in dislocamento abbiamo registrato un consumo di 28.92 litri l'ora contro i 60-70 litri di una barca normale».

Per la cronaca Amer 94' Twin è tra le nomination ai Boat Builder Awards del Metstrade di Amsterdam nella categoria «barche sotenibili» e per la timoneria stampata in 3D.