Barcellona, assalto a vuoto Hiddink lo mette in gabbia

Pareggio 0-0 nella prima semifinale di Champions League. Eto'o, Henry e Krkic non trovano la porta. E il portiere del Chelsea, Cech, salva la sua squadra nel finale. Stasera derby inglese: <strong><a href="/a.pic1?ID=347384">Manchester United-Arsenal
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Barcellona - Brutte notizie per il Barcellona. Quattro grandi occasioni e nessun gol. Il Chelsea torna a casa sognando la finale. La sapienza tattica di Hiddink ha teso una bella rete e il Barcellona c’è finito dentro. Gli spagnoli hanno attaccato per tre quarti di partita, il Chelsea sembrava solo un malcapitato sparring partner ma, al momento di tirar le somme, la prima azione più pericolosa ha avuto la firma di Drogba, fuggito via grazie ad uno svarione di Marquez. Il colosso ivoriano ha provato due volte il tiro, ma la reattività di Victor Valdes ha evitato la beffa ai compagni. E le repliche del Barça ci sono state soprattutto nel finale del secondo tempo.

Barcellona bello a vedersi, molto disinvolto nel tener in mano la partita, inglesi spesso tutti ammassati nella loro metà campo, ma niente di più. Messi un poco annacquato nei guizzi, le uniche occasioni del primo tempo sono capitate sul piede di Henry che non ha saputo sfruttare. Ed allora visti i pochi tiri in porta, e il faticare di stelle un po’ offuscate, non è rimasto altro che la grande combattività delle squadre, figlie di un calcio più accademico che produttivo.

La sfida è stata una sorta di partita a scacchi tra l’attendismo del Chelsea e l’arrembare un po’ sterile del Barcellona. A questo va aggiunta la cattiva vista dell’arbitro Stark che, dopo 27 minuti, ha giudicato insignificante un fallo subito da Henry in area, che invece chiamava un netto rigore. Sorta di sottile favoritismo notato anche quando l’arbitro ha salvaguardato Ballack dalla seconda ammonizione.

Partita prevalentemente impostata sulla forza e sulla tecnica del centrocampo: stratosferico Tourè, sostituito Lampard. In queste due situazioni è racchiuso il senso del match. Un po’ stravagante la scelta di Guardiola che, a nove minuti dalla fine, ha sostituito Eto’o, il più tonico dell’attacco con il Barcellona ancora all’affannosa ricerca del gol per almeno vincere la partita. E quando la vera palla gol è toccata a Krkic, qualcuno si sarà mangiato le mani. Poi ha pensato Cech a fare un miracolo davanti a Hleb.