Batki argento: "Per i soldati a Kabul" Pellegrini: 800 di bronzo in rimonta

La tuffatrice seconda dalla piattaforma da 10 metri.
L'azzurra con un recupero riesce a toccare prima dell'irlandese Murphy: "Per Castagnetti"

Budapest - Il dito al cielo è per Alberto Castagnetti. Il ct-papà che non c'è più. Quello che aveva tanto insistito perché Federica Pellegrini provasse anche la lunga distanza. Quegli 800 metri stile libero sempre giudicati troppo noiosi, con pochi colpi di scena. E' rimasta per 600 metri attaccata a Rebecca Adlington, la Pellegrini. Ma l'inglese campionessa in carica e detentrice del record del mondo è arrivata alla finale europea di Budapest con le pile scariche. Ci mette un po' ad accorgersene l'azzurra. Colpa, racconta poi, di un occhialino pieno d'acqua da subito. Ma ai 600 metri rompe gli indugi e molla la britannica al suo destino. Davanti la danese Lotte Friis e la francese Ophelie Cyriell Etienne non scherzano. A colpi di sorpassi e controsorpasso cercano di scappare. Nella loro scia c'è già la giovannissima irlandese Grainne Murphy, 17enne. E non vuole saperne di mollare. Serve il turbo alla Pellegrini per riacchiapparla e un tocco magistrale per rubarle il bronzo, all'ultimo respiro (cinque centeismi). L'azzurra, per la prima volta in vasca sugli 800, chiude migliorandosi di tre secondi a 8'24"99. La medaglia d’oro alla Friis in 8'23"27. Secondo posto per la Etienne in 8'24"00.

La gioia della Pellegrini "Sono molto contenta" sorride Federica a bordo vasca. "Devo dire la verità, pensavo che gli 800 potessero venirmi molto più facilmente. Non credevo di trovare tante difficoltà, quindi questo risultato è una grandissima soddisfazione. È una nuova sfida: ho detto che non avevo pressione, ma in realtà un po' ce n’è sempre. A un certo punto mi si è riempito d’acqua l’occhialino sinistro. Seguivo la Adlington, cercavo di fare la mia gara. Volevo tenere nella prima metà e aumentare nella seconda. Negli ultimi 100 metri ho dato tutto" aggiunge. Con la medaglia al collo la soddisfazione non cala: "Questa medaglia è molto importante, come lo sono state le prime nei 400 e le primissime, da bambina, nei 200. Ho sempre odiato questa prova, riuscire a portare a casa una medaglia mi rende molto felice. Penso che Alberto sia con me in qualsiasi momento, soprattutto quando faccio gli 800, perché a una gara difficile per me. Nelle mie due gare sono pronta a dare il massimo: non mi piace fare pronostici, ma sono le mie gare. Ora comincerò a divertirmi un po' di più".

Batki d'argento Noemi in Ungheria ci è nata, figlia dell'ex grande tuffatrice magiara Ibola Nagy. Poi a 3 anni il trasferimento in Italia. E forse ci voleva proprio la piattaforma da 10 metri dell'isola Margherita di Budapest per cogliere la medaglia d'argento che segna l'inizio di una carriera internazionale. La Batki, una sola sbavatura nei sei tuffi di finale, chiude con 343,80 punti, suo nuovo record. L'oro va alla tedesca Christin Steuer con 354,50 punti. Bronzo alla russa Yulia Koltunova con 340,45 punti che compie un "suicidio sportivo" all'ultimo tuffo.  E' la seconda medaglia vinta dall'Italia nelle gare di tuffi di questi Europei. In precedenza c'era stato l'oro di Tania Cagnotto nel trampolino 1 metro.

La dedica ai militari in Afghanistan "Loro servono la Patria così, io in un altro modo" ha dichiarato la 23enne atleta triestina, caporal maggiore dell'Esercito, ai microfoni della Rai. "Ringrazio l'Esercito perché mi ha supportato" aggiunge la Batki, riferendosi a passati momenti della sua carriera sportiva.

Pizzamiglio sfiora il bronzo Sfortunatissimo il giovane campione italiano Stefano Mauro Pizzamiglio nei 50 dorso. Con una progressione potente e silenziosa in corsia 8 l'azzurro, al primo Europeo della carriera, si ferma a soli 9 centesimi dal podio. Due pugni nell'acqua e un'imprecazione a doppia zeta per un metallo avvicinato e non conquistato. La gara è dominata dal francese Camille Lacourt con un 24"07 a tre centesimi dal record del mondo. Dietro di lui quello che il primato lo detiene, il britannico Liam Tancock (24"70). Terzo posto per l'israeliano Guy Barnea (25"04). Pizzamiglio ha chiuso in 25"13.  

Tuffi di legno Hanno sfiorato un sorprendente bronzo, ma non sono del tutto soddisfatti Tommaso Marconi e Michele Benedetti, la coppia di tuffatori azzurri finita quarta nella gara del trampolino da 3 metri sincro. "I russi (finiti terzi, ndr) sono stati strapagati dalla giuria in almeno due tuffi - ha detto Marconi -. Noi abbiamo dato tutto, l’avevamo promesso e l’abbiamo fatto, è inutile recriminare. Ma è un quarto posto che ci lascia insoddisfatti". "Stamani alle 8.30 ci avrei messo la firma - ha aggiunto Benedetti -, ma era più giusto arrivare terzi. È un quarto posto amaro". La coppia è stata formata in mattinata con l’inserimento di Benedetti al posto di Nicola Marconi, fratello di Tommaso, che ieri ha accusato problemi alla schiena.  Anche l’oro della coppia Kvasha-Prygorov è stato contestato da alcuni osservatori: l’ultimo tuffo degli ucraini era tanto mediocre da permettere il sorpasso dei tedeschi, finiti invece secondi. L’argento è andato alla Germania con Feck-Hausding, il bronzo alla Russia con Sautin-Kunakov.

Magnini e Dotto in finale Luca Dotto e Filippo Magnini si sono qualificati per la finale dei 100 stile libero. Dotto ha nuotato in 48"94 ottenendo il sesto tempo delle semifinali mentre Magnini è entrato in finale con il settimo crono (48"97). "Era un po' che non facevo una gara di questo livello. Avverto un po' di stanchezza, ma è normale. Sono passato un po' troppo forte ai 50 metri, ho usato un po' troppo le gambe nella prima vasca. Ora abbiamo un giorno per recuperare". Così Magnini archivia così la semifinale: "Sono entrato in finale con il settimo tempo, quindi sono in corsia 1. Nella seconda vasca non vedrò nessuno, pazienza. Tanto, in finale bisogna tirare al massimo e basta. Penso che le medaglie si giochino con tempi di 48"7" dice l’ex campione del mondo.

Giorgetti sesto, Beni settimo L’ungherese Daniel Gyurta ha conquistato la medaglia d’oro nella finale dei 200 rana maschili davanti al tifo infernale del suo pubblico. Gyurta ha vinto la finale con il tempo di 2'08"95 e ha preceduto il danese Alexander Dale Oen, secondo in 2'09"68 e medaglia d’argento, e il francese Hugues Duboscq, terzo in 2'11"03 e bronzo. L’azzurro Edoardo Giorgetti ha chiuso sesto in 2'11"99. Nei 200 farfalla il polacco Pawel Korzeniowski ha conquistato la medaglia d’oro con il tempo di 1'55"00 e ha preceduto il russo Nikolay Skvortsov, secondo in 1'56"13 e medaglia d’argento, e Ioannis Drymonakos, terzo in 1'57"10 e bronzo. Settimo posto in 1'58"67 per l’azzurro Nicolò Beni.

Segat 7°, Giachetti fuori, Boggiatto in finale L’ungherese Katinka Hosszu ha vinto la medaglia d’oro nei 200 misti femminili. La Hosszu ha nuotato con il tempo di 2'10"09 mettendosi alle spalle la connazionale Evelyn Verraszto (2'10"10) e la britannica Hannah Miley (2'10"89). L’italiana Francesca Segat si è piazzata al settimo posto con 2'15"08. Mentre Caterina Giacchetti non è riuscita a qualificarsi per la finale dei 100 farfalla. L’italiana ha nuotato in 59"65 ottenendo il 12° tempo totale delle semifinali. Invece Chiara Boggiatto si è qualificata per la finale dei 200 rana. L’italiana ha nuotato in 2'27"98 facendo segnare il quinto tempo complessivo delle semifinali.