Benedetto XII, papa

Si chiamava Jacques Fournier ed era figlio di un mugnaio di Saverdun, diocesi di Pamiers. Entrò nell’abbazia cistercense di Boulbonne e fu mandato a studiare a Parigi. Dopo il dottorato in teologia passò all’abbazia di Fontfroide di cui nel 1311 diventò abate. Nel 1317 fu consacrato vescovo di Pamiers. Nel 1326 ebbe la più difficile cattedra di Mirepoix, dove collaborò con gli inquisitori che si occupavano di eretici albigesi e valdesi. Cardinale nel 1327, alla morte di Giovanni XXII (1334) fu eletto papa ad Avignone col nome di Benedetto XII. Non tolse mai la veste monastica e non smise di seguire la regola del suo ordine. Fece un gran repulisti nella Chiesa sopprimendo commende, obbligando i parroci alla residenza, eliminando abusi nella corte pontificia. Condannò l’eresia dei cosiddetti Fraticelli (francescani che avevano portato al parossismo ideologico l’idea di povertà) e portò la città di Bologna sotto l’autorità pontificia. Cercò un’intesa con l’imperatore Ludovico il Bavaro (il primo imperatore che si fece incoronare da un laico anziché dal papa) ma ne fu impedito dal re francese Filippo VI. Al contrario, Alfonso XI di Castiglia e León gli dimostrò la sua gratitudine per l’appoggio ricevuto nella campagna contro i musulmani di Spagna, che aveva sconfitto nel 1340. Benedetto XII fu il terzo dei papi avignonesi ma non rinunciò mai a Roma, tant’è che fece rifare i tetti della basilica di San Pietro. Solo, la città era ancora troppo turbolenta per potervi tornare. Ad Avignone fu lui a costruire il palazzo dei papi. Morì nel 1342 e fu sepolto nella cattedrale.