Benjamin e Marlies, belli e innamorati sono la coppia «più» dello sci mondiale

Male gli italiani: Rocca deluso si chiede il perché di tanti errori in slalom. Fill (12°) è però secondo nella classifica di coppa

Maria Rosa Quario

Anche lo sci ha la sua coppia di campioni. Ma dopo un inizio di stagione fantastico, con la doppietta in slalom a Levi a 24 ore di distanza uno dall’altra, Benjamin Raich e Marlies Schild hanno cominciato a sorridere un po’ meno, vuoi perché il calendario della coppa del mondo li ha costretti a separarsi, vuoi perché i risultati sono stati meno brillanti. Sono la coppia «più» dello sci mondiale. Più forte, più felice, ma anche più timida e riservata, anche se dopo oltre un anno di amore la loro storia non è più tabù come quando nacque, nell’estate del 2005, ad una festa. I due austriaci si conoscevano da una vita, lui classe 1978, lei 1981, gare giovanili assieme, poi incroci sporadici durante gli allenamenti e nelle rare occasioni in cui le gare maschili e femminili si svolgono nelle stesse località.
Ma non è facile instaurare un rapporto fra colleghi, nel mondo dello sci. Ti guardi, ti piaci, ti conosci ed è già ora di fare le valigie, una di qua l’altro di là. Un tempo era anche più dura, non esistevano i cellulari, rintracciarsi per dirsi «come va, mi manchi, vai forte» era quasi impossibile, gran parte del tempo libero si passava cercando di trovare libero il telefono dell’albergo in cui dormiva l’amato.
Eppure gli amori fra atleti ci sono sempre stati, lungo è l’elenco delle coppie famose, caso vuole però che le storie più durature e felici siano quelle sbocciate alla fine della carriera, quando la vita si è stabilizzata, quando si è smesso di fare gli zingari per dieci mesi l’anno, quando si ha ben chiaro in testa che cosa si vuole fare da grandi. Rosi Mittermaier e Christian Neureuther, tedeschi di Garmisch, si sono innamorati nel 1976, all’indomani dei trionfi di lei ai Giochi di Innsbruck (due ori e un argento) e dell’annuncio del ritiro. Dal loro amore è nato nel 1984 Felix, slalomista che a Beaver Creek ha festeggiato il primo podio della carriera dedicandolo al nonno novantacinquenne. Anche Hanni Wenzel e Harti Weirather, lei del Liechtenstein, lui austriaco, si sono messi assieme alla fine di due carriere da sogno, ma i loro trofei hanno già fatto posto a quelli della figlia Tina, campionessa mondiale juniores di superG. Fabienne Serrat, francese, e Peter Lüscher, svizzero, hanno una figlia che tenta di farsi strada sulla neve. In Francia, Perrine Pelen e Gilles Mazzega hanno quattro figli. In Austria, Anita Wachter e Rainer Salzgeber ne stanno crescendo uno che, se la genetica non è un’opinione, dovrebbe diventare un mago del gigante, mentre il legame fra l’ex slalomista Claudia Riegler e il campione olimpico di discesa Antoine Deneriaz potrebbe far nascere un superpolivalente.
Ci sono anche coppie che non hanno funzionato, pensiamo a quella formata da Michela Figini, la ticinese che vinse tutto negli anni Ottanta, e Ivano Camozzi, ex gigantista azzurro, due figli che ora vivono con lei in Svizzera e non amano lo sci. L’amore fra Fausto Radici ed Elena Matous si è concluso tragicamente con il suicidio di lui nell’aprile del 2002.
Raich e Schild non hanno per ora il tempo di pensare ai figli, ma un sogno comune ce l’hanno: «Vincere una gara nello stesso giorno». Calendario alla mano, azzardiamo una data, il 20 dicembre: lei sarà a Mégève, in Francia, per uno slalom, lui a Hinterstoder, in Austria, per un gigante. Sarebbe un bel regalo di Natale!