Bentornato al commissario ma se fallisce l’ippica va ko

Avevo fatto alcune riflessioni a caldo sulle prime aste di puledri trottatori che hanno ottenuto un risultato economico straordinario, tanto più in una situazione di continua e assoluta incertezza sui molti problemi che gravano sull’ippica. Alcuni aspetti sono stati determinanti e meritano un approfondimento. Il risultato delle aste di Settimo Milanese è stato condizionato, in senso positivo, praticamente da due soli operatori. Non è che siano arrivati gli arabi come è già successo per il galoppo, però gli investimenti della ormai ben nota «ditta» Ucci-Riccitelli e della nuova formazione, la Bivas, facente capo al signor Somma, hanno fatto la differenza. L’aggregazione Ucci-Riccitelli ha operato in proprio come già negli anni precedenti, con una robusta iniezione di acquisti qualitativi per la propria scuderia da corsa (tra l’altro ha vinto il premio delle aste a tempo di record). Il discorso per la Bivas che ha superato il milione di euro di acquisti, fa parte di un progetto che dovrebbe coinvolgere una notevole quantità di interessati, aderenti ad una forma consortile. In buona sostanza l’aggregazione di più persone interessate ad un progetto comune, che sarebbe molto oneroso da perseguire singolarmente ed in questa maniera, ripartendo il rischio su tanti soggetti può raggiungere risultati importanti ed impensabili per un singolo operatore. Con vantaggi molteplici, sia per la formazione di cui sopra che per il mercato in generale.
Abbiamo poi un altro evento significativo: la nomina del «nuovo» commissario straordinario dell’Unire, nella persona del conte Melzi d’Eril. Consiglierei di togliere dal decreto di nomina la parola «straordinario», perché oramai il commissario all’Unire è una consuetudine e non certamente un evento straordinario. Senza nulla togliere all’amico Melzi, al quale auguro un buon e rapido inizio di lavoro. Con la sola preghiera di risparmiarci le consuete interviste dei suoi predecessori le quali promettono sempre le stesse cose, salvo poi essere regolarmente smentiti nei fatti. Di commissario in commissario, questa povera e negletta Unire ad ogni passaggio ha perso un pezzetto di potere e al punto in cui siamo mi pare che oltre la pletorica struttura dell’Ente non vi sia altro. Le funzioni e soprattutto i poteri anche di solo indirizzo o di mera consultazione, sono azzerati, grazie all’ultima «geniale» riforma Visco. Il personaggio non si smentisce.
Allo stato l’unica vera competenza dell’Ente «sarebbe» quella del governo tecnico del settore, il virgolettato, perché non è facile, anzi impossibile gestire un Ente con specifiche caratteristiche tecniche, nella quasi assoluta mancanza di tecnici e non per cattiva volontà di quei pochissimi presenti, semplicemente perché non si potrà mai assumere in tecnico in una materia particolare come l’ippica, con le regole del concorso pubblico.
Mi permetterei di consigliare al nuovo commissario: attivarsi per fare cessare la continua inutile campagna sui balletti relativi alle cifre ed ai presunti buchi di bilancio che, se ci sono, sono il risultato di una gestione politica dell’Ente destinata a distruggere definitivamente ciò che resta dell’ippica. E quando dico gestione politica mi riferisco alle attenzioni governative di questi ultimi dieci anni, con particolare riferimento ai sedicenti progetti di riforma che non hanno riformato nulla ma solo generato confusione di ruoli e dei compiti soprattutto. Ignorando, o facendo finta di ignorare, una volta intervenuti sulla organizzazione del gioco, un tempo in capo all’Unire, che la vera ed unica funzione che rimaneva all’Ente era soltanto tecnica, ma senza provvedere minimamente in tal senso. Veramente un bel risultato. Complimenti. Melzi per parte sua conosce perfettamente ciò che sto dicendo, potrà non condividere i toni, l’analisi delle cause e le indicazioni. Ma sa benissimo che questo sarà il compito gravoso che lo aspetta, se fallirà in questo, avremo perso altro tempo prezioso, con il risultato della definitiva marginalizzazione dell’ippica italiana.
* ex presidente dell’Anact (Associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore)