«Berlino dica no a moschee più grandi delle cattedrali»

Polemiche per i progetti di grandi luoghi di culto musulmani. Il leader della Csu Stoiber alla Merkel: «Difenda la nostra antica cultura»

I musulmani che vivono in Germania hanno tutto il diritto ad avere i loro luoghi di culto, ma ci dev’essere un limite: le moschee non possono avere dimensioni maggiori delle cattedrali. Edmund Stoiber, uno dei politici di più lungo corso del campo conservatore tedesco, lancia un appello ad Angela Merkel, prima Cancelliere donna nella storia del suo Paese ed esponente democristiana: «La Cdu farebbe bene a ricordarsi - dice in un’intervista al quotidiano Bild Zeitung il leader cristiano-sociale bavarese - che in Germania c’è una cultura dominante cresciuta nel corso dei secoli. Con tutta la tolleranza possibile, quindi, le cattedrali devono essere più grandi delle moschee!».
L’accorata uscita di Stoiber, che l’8 ottobre concluderà la sua quasi quindicennale esperienza come Ministerpräsident (in sostanza presidente regionale) della Baviera per assumere un importante incarico a Bruxelles, prende lo spunto dai progetti per la costruzione di due nuove grandi moschee nelle città di Colonia e di Monaco. In entrambi i casi la popolazione locale ha da tempo, e inutilmente, manifestato la propria contrarietà.
Nella città renana, in particolare, la comunità turca ha intenzione di costruire nella Venloer Strasse - una strada del quartiere periferico e ormai multietnico di Ehrenfeld - una moschea gigantesca, in grado di accogliere duemila fedeli e dotata di due minareti alti 55 metri, l’equivalente di un palazzo di diciotto piani. Colonia, con circa un milione di abitanti, è la quarta più grande città della Germania. Si calcola che i musulmani che vi risiedono siano intorno ai centomila, il che fa della questione dell’immigrazione un tema sensibile in città, e soprattutto nelle periferie. A Ehrenfeld (35mila abitanti), gli extracomunitari superano il 30 per cento del totale della popolazione e sono in gran parte turchi. L’opposizione alla supermoschea di Venloer Strasse ha visto il coinvolgimento della larga maggioranza dei residenti, ma ciononostante il sindaco Franz Schramma (cristiano-democratico) ha concesso l’autorizzazione alla costruzione.
A Monaco di Baviera il borgomastro Ude si chiama Christian, ma è socialdemocratico. E comunque la musica non cambia. Anche lui ha detto sì al progetto per la costruzione di una grande moschea nella Gotzinger Platz, nel quartiere di Sendling. Come sulle rive del Reno, gli abitanti del posto hanno fatto capire inequivocabilmente di non essere d’accordo: a Sendling (dove i residenti stranieri sono un quarto del totale) si è tenuto nel giugno 2005 un referendum sulla questione della moschea, ma il sindaco e la sua maggioranza rosso-verde non hanno tenuto conto del suo risultato contrario per il 54% al progetto, sottolineando che non era vincolante per la decisione finale.
Il caso di Seidling è ben noto in tutta la Baviera e la stampa se ne occupa spesso con molto rilievo. Gli oppositori del progetto, guidati dalla Csu, il partito di Edmund Stoiber che è largamente maggioritario in tutta la Baviera ma non a Monaco, insistono nel chiedere il rispetto della volontà popolare e sperano di riuscire a impedire l’avvio dei lavori. A tenere alta la vis polemica è il fatto che la moschea di Sendling dovrà sorgere - ed è molto difficile non cogliervi un significato simbolico - proprio di fronte alla chiesa di San Corbiniano, in un’area dove oggi c’è un parcheggio. I due minareti della progettata moschea verrebbero così un giorno a contrapporsi ai due campanili della chiesa baroccheggiante. Una situazione che spinge i due fronti contrapposti a considerazioni molto diverse: la sinistra ci vede un’occasione di incontro tra culture, i conservatori denunciano lo snaturamento forzato del contesto locale. Il braccio di ferro continua e a dimostrazione dell’importanza del tema anche i big della politica scendono in campo.