Berlusconi: "Ho perdonato Tartaglia"

Il presidente del Consiglio ha perdonato l'uomo che lo ha aggredito una
settimana fa a Milano,
ma avverte: "Non può passare il
messaggio che si può aggredire il premier che resta
una istituzione da difendere"

Roma - Silvio Berlusconi ha perdonato Massimo Tartaglia, l'uomo che lo ha aggredito una settimana fa a Milano lanciandogli sul volto una statuetta del Duomo, ma allo stesso tempo ritiene che nel giudicare il suo gesto la magistratura debba tenere conto del fatto che si può far passare il messaggio che si può aggredire il presidente del Consiglio che resta una istituzione da difendere. E' il ragionamento svolto dallo stesso Berlusconi da Arcore nel corso di una conference call con la sede del Pdl di Roma per gli auguri natalizi.

Umanamente l'ho perdonato, ha detto Berlusconi ritornando sull'aggressione di piazza del Duomo, sempre secondo il resoconto di chi ha potuto ascoltarlo. Sapete che non so portare rancore, ha aggiunto rivolgendosi agli interlocutori che lo ascoltavano dalla sede di via dell'Umiltà. Detto ciò, il premier ha sottolineato l'importanza che il gesto di Tartaglia non sia sottovalutato. Il suo ragionamento è stato il seguente: non deve passare il messaggio che si può andare in giro e colpire liberamente il presidente del Consiglio che rappresenta un'istituzione; il rischio è che altrimenti parta un tiro al bersaglio. Nel motivare le sue osservazioni, Berlusconi ha poi ricordato che se la statuetta fosse stata lanciata qualche centimetro più in alto lui sarebbe finito "sotto terra" o avrebbe perso un occhio.

Il padre di Tartaglia: grato Alessandro Tartaglia è "grato" per le parole del premier, che ha detto di essere pronto a perdonare Massimo Tartaglia. "Se succedesse davvero - ha detto - sarei molto grato al premier. Sono contento di questo gesto e mi farebbe piacere se per mio figlio ci fosse la possibilità di riscatto". "Sono felice che il presidente del Consiglio abbia accettato le scuse", dice l'avvocato Daniela Insalaco, legale di Massimo Tartaglia, ha commentato a caldo la notizia del perdono annunciato dal premier Silvio Berlusconi. "Penso che il presidente - ha proseguito il legale - di certo abbia compreso il disagio psichico del mio assistito. Sarà mia cura comunicare immediatamente al mio assistito la notizia". "Penso che questo perdono possa anche essere utile al mio assistito per rielaborare, anche con l'aiuto degli psichiatri lo hanno in cura le conseguenze del grave fatto commesso".