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I due ministri hanno spiegato le dinamiche di crisi degli ultimi giorni, riferendo che dai Paesi del Golfo sono arrivate richieste di aiuto: “La guerra commerciale arriva dove non arrivano i missili”

Francesca Galici
Iran, l’audizione di Tajani e Crosetto: "La crisi minaccia la nostra sicurezza. La linea politica è quella della Ue, Italia non isolata"

"La crisi in corso presenta caratteristiche di elevata intensità, ampiezza e un'evoluzione estremamente rapida che richiede attenzione costante e coordinamento con gli alleati capacità di adattamento operativo". Lo ha detto il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in audizione davanti alle commissioni congiunte Affari esteri e Difesa di Senato e Camera sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico. Senato (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Attacco Iran, Crosetto: Crisi di elevata intensità, serve coordinamento con alleati

"Abbiamo ricevuto richieste di aiuto logistico e di forniture di materiali da parte dei Paesi del Golfo, che coincidono anche con la protezione dei nostri militari presenti nell'area. Su questo naturalmente riferirà il Ministro Crosetto più in dettaglio e naturalmente siamo pronti a fare, come sempre, tutti i passi parlamentari necessari". Lo ha dichiarato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione al Senato. Senato (Alexander Jakhnagiev)

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Attacco Iran, Tajani: Da Golfo richieste di aiuto logistico e materiali

“Nessuno sarebbe al riparo da un Iran con missili e atomica. Gli attacchi iraniani stanno provocando la paralisi del traffico aereo in tutta la regione. Il regime ha anche annunciato di aver chiuso lo stretto di Hormuz, punto di passaggio vitale per gli approvvigionamenti energetici globali". Lo afferma il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel corso dell'audizione nelle commissioni congiunte di Camera e Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo. Senato (Alexander Jakhnagiev)

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Tajani: Nessuno sarebbe al riparo da un Iran con missili e atomica

"Sono stati colpiti indiscriminatamente infrastrutture civili, come aeroporti, alberghi, luoghi di ritrovo e snodi turistici. Gli attacchi iraniani stanno provocando la paralisi del traffico aereo in tutta la regione. Il regime ha anche annunciato di aver chiuso lo stretto di Hormuz, punto di passaggio vitale per gli approvvigionamenti energetici globali". Lo afferma il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel corso dell'audizione nelle commissioni congiunte di Camera e Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo. Senato (Alexander Jakhnagiev)

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Attacco Iran, Tajani: Crisi incide su nostra sicurezza nazionale

«Presidente, io non mi vergogno di niente, chiaro? Non accetto... Ma di cosa mi devo vergognare? Me lo venga a dire! Me lo venga a dire di cosa mi devo vergognare! Ma il cappellino era un regalo! Io non sono andato né in ginocchio dalla Merkel, come ha fatto lei, né da Trump! Lei è andato in ginocchio sotto banco a dire alla signora Merkel: "Ci penso io a accontentare tutti", così Antonio Tajani rivolgendosi a Giuseppe Conte durante un'informativa sulla situazione in Iran e in Golfo al Senato. Courtesy: Senato (Alexander Jakhnagiev)

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Tajani a Conte, bagarre in Commissione: "Io non sono andato in ginocchio dalla Merkel"

La presidente del Consiglio ha capito che per vincere bisogna spostarsi a destra, ma per governare occorre stare al centro: un equilibrio difficile ma che per ora è stato la sua forza

Federico Bini
Meloni, come si costruisce una leadership

"Voglio dirlo con chiarezza: Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza quando intervenire. Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non aver ricevuto alcun avvertimento preventivo. Noi, come tedeschi e polacchi, siamo stati informati ad operazione iniziata. Io, come ho subito riferito al Presidente del Consiglio, sono stato contattato dal ministro degli Esteri israeliano Sa'ar che mi ha informato di quanto stava accadendo", così il ministro degli esteri Antonio Tajani durante l'informativa al Senato sulla situazione in Iran. Courtesy: Senato (Alexander Jakhnagiev)

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Guerra in Iran, Tajani: "Non siamo stati avvertiti da Israele e Usa"

Super magistrati, super sparate. Dopo Gratteri, anche Di Matteo l'ha detta grossa sul referendum dicendo che per il sì "voteranno i mafiosi". Ma anche lui ha un obiettivo: fare sì che la magistratura resti com'è, anche se gli italiani sono convinti che la giustizia vada cambiata.

Gabriele Barberis
Sui mafiosi che votano sí Di Matteo offende gli italiani
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