Bernardo di Castro

Nato a Civita di Bagnoregio, dalle parti di Viterbo, era nobile e apparteneva all’antico casato degli Ianni. Visse a cavallo tra l’VIII e il IX secolo e sappiamo che fu vescovo di Vulci. Verso la fine del secolo VIII venne consacrato vescovo di Castro. Dopo il suo ingresso in questa nuova diocesi, trovò che durante la vacanza della cattedra non pochi diritti e privilegi della diocesi stessa erano passati di mano in modo per niente ortodosso. Fu sua cura, quindi, spendersi per rientrare in possesso di quel che Castro aveva perduto. Bernardo fu anche un vescovo costruttore e, oltre a far restaurare alcuni edifici religiosi che aveva trovato in condizioni miserevoli, fece erigere diverse nuove chiese. Una di queste venne consacrata al martire romano S. Pancrazio, già patrono di Vulci. Quando morì non sappiamo, ma subito dopo la sua morte, venne acclamato Santo (era il tempo in cui si canonizzava per acclamazione popolare). La sua reliquia trovò posto nella cattedrale accanto a quella di S. Savino, patrono di Castro. Nel 1649, il vescovo di Castro, Cristoforo Giarda, venne assassinato e il Papa Innocenzo X decise di abolire la diocesi, trasferendo la sede vescovile ad Acquapendente. In quest’ultima città la chiesa del Santo Sepolcro venne eretta in cattedrale e vi furono traslate le reliquie di S. Bernardo Castro. Questo è quanto si può leggere nella «Appendice I» della «Bibliotecha Sanctorum» (Città Nuova), alla voce corrispondenze redatta da Niccolò del Re. Nel 1880 parte delle reliquie furono donate al vescovo di Rieti. Queste ultime nel 1960 finirono a Bagnoregio.