Berretto e baffi disegnati:l'Halloween di Amandaa 4 anni dall'omicidio

Mentre la famiglia Kercher e la città di Perugia ricordano la studentessa inglese, la Knox e Sollecito cercano di tornare ad una vita normale

Sono passati quattro anni dalla notte in cui Meredith Kercher è stata accoltellata nella villetta di via della Pergola a Perugia. Solo la sera prima aveva partecipato a una festa di Halloween. Le foto fecero il giro del mondo, proprio come quelle che oggi ritraggono quella che, fino dal principio, è stata considerata la sua assassina. Berretto, baffi neri e un sacchetto in mano, Amanda Knox ieri ha festeggiato a Seattle come tutte le ragazze della sua età. Un comportamento definito "insensibile" dal padre di Mez, ma piuttosto normale per una 24enne che ha passato gli ultimi 3 anni e mezzo in carcere e che è stata assolta.

Intanto, dall'altra parte dell'oceano, la famiglia Kercher, si prepara a una cerimonia privata la studentessa inglese. Quel che resta, in attesa dell'annunciato ricorso in Cassazione, è la sensazione che per Meredith non sia stata fatta giustizia. L'unico condannato per omicidio in concorso con qualcun altro è Rudy Hermann Guede. Ma non è dato sapere chi lo ha aiutato, dopo la sentenza della Corte d'Assise che ha prosciolto in appello Amanda e Raffaele Sollecito.

Così, mentre la Knox cerca di buttarsi tutto alle spalle a Seattle, Raffaele, tornato a Bari dalla sua famiglia, starebbe pensando a iscriversi di nuovo all'università. I due ex fidanzatini potrebbero anche rincontrarsi, anche se, come sottolinea il padre di Sollecito, "è una questione personale che riguarda loro due e non intendo interferire.

A ricordare la studentessa uccisa penserà anche la città di Perugia, come dice il sindaco Wladimiro Boccali: "Ogni anniversario della morte di Meredith Kercher ripropone più acuto il ricordo di questa ragazza e riaccende il dolore per la sua morte, che il tempo non attenua. Mez fa parte della memoria condivisa di Perugia. Oggi, alla vigilia di quel drammatico giorno, il nostro pensiero va prima di tutto a lei, poi alla sua famiglia, a tutte le persone che più da vicino hanno sofferto per la sua fine". Presto, inoltre, sarà istituita una borsa di studio, "per ricordare nel modo che ci è sembrato più appropriato una ragazza venuta qui per studiare".