Bharati, ecco lo show di Bollywood

Debutta oggi lo spettacolare musical che mette in scena le diverse facce dell’India, fino al 27 ottobre. Novanta minuti di musiche tradizionali, dal vivo. I 60 ballerini del cast indosseranno 900 costumi

Milano - C'era una volta l'India. E forse c'è ancora. L'India delle armonie speziate, dei sapori di Bollywood, delle suggestioni in technicolor. L'India che si svelerà in un musical delle meraviglie, Bharati, per la prima volta in scena in Italia, al Teatro degli Arcimboldi, da oggi a mercoledì 27 ottobre (venerdì, martedì e mercoledì ore 21, sabato ore 16 e 21, domenica ore 16, biglietti da 20 a 50 euro, info 02-64.11.42.212 oppure www.teatroarcimboldi.it).
Novanta minuti di musiche tradizionali suonate con antichi strumenti e cantate dal vivo come se fossero portate dal vento, sessanta ballerini che manterranno alto l'incantesimo, novecento costumi dai colori abbaglianti, scenografie prese in prestito dal cinema, e poi megaschermi, acrobazie, arti marziali, giochi delle luci e delle ombre, commozione e risate: questo è Bharati. Un musical, certo, ma anche una metafora dell'India: il nome, infatti, deriva da Bharat, che è il termine in lingua Hindi per indicare proprio il gigantesco Stato dell'Asia meridionale.
«Vi faremo viaggiare nell'India del mio cuore», promette l'attrice, cantante e prima ballerina Bhavna Pani che nel suo curriculum ha anche molti film girati a Bollywood, l'Hollyood made in India. «Vi porteremo con la musica, con la danza ed i costumi a conoscere ognuno dei ventisei stati che compongono il mio Paese, con le variegate tradizioni, gli stili e i colori di ognuno. Insomma vi catapulteremo in un caleidoscopio di indimenticabili emozioni».
Vi sarà un narratore italiano ad accompagnare gli spettatori in questo viaggio delle meraviglie, raccontato attraverso quattordici «quadri» di musica e di danza. Sarà Pietro Pignatelli, già protagonista di diversi musical di successo, da Grease a Il pianeta proibito, e scelto personalmente dal creatore dell'allestimento Gashash Deshe: «Bharati è uno spettacolo che trasmette energia, ma che porta in scena anche un'incredibile armonia, come se gli attori e i ballerini recitassero per se stessi e non per il pubblico», spiega Pignatelli che ha provato a lungo a Mumbai.
In questo caleidoscopio di luci, musiche e colori c'è spazio anche per la trama. Racconta la storia di Siddharth, un ingegnere indiano cresciuto negli Stati Uniti, che torna senza troppa convinzione, per ripulire il Gange dall'inquinamento, nella sua terra d'origine, lontana anni luce dal suo mondo che guarda ormai fisso a occidente. Rimane colpito da una ragazza, la misteriosa e sfuggente Bharati, che il suo padre adottivo gli impedisce però di incontrare, per evitare contaminazioni tra le due culture. E a mano a mano che Siddharth s'innamora a distanza di lei si trasforma interiormente, riscopre il desiderio di ritrovare se stesso e le sue radici e riaccende i riflettori sull'eterno dilemma della coesistenza tra passato e futuro, tra tradizione e modernità. Lanciando un messaggio da lieto fine, che è poi quello di sempre e che per farsi sentire non ha bisogno né di musica né di danza: «La tua anima appartiene al luogo dove il tuo cuore ti conduce».