Bibbia, Budda e New Age: va di moda la fede mix

SINCRETISMO Il 65% degli americani mescola varie religioni, fanno tendenza soprattutto quelle orientali

Sincretismo e fede fai da te. Mentre a Roma si conclude il grande convegno ideato dal cardinale Camillo Ruini con prelati e uomini di cultura che s’interrogano sulla presenza di Dio nella società odierna, dagli Stati Uniti rimbalza un sondaggio, ieri sulla prima pagina di Usa Today, che rappresenta i cittadini americani attenti ai problemi dello spirito ma con una crescente disinvoltura nel passare dalle chiese ai templi buddisti, dalla passione per la cabala ebraica all’attrazione per le credenze ancestrali, dal catechismo cattolico alla reincarnazione.
Secondo il sondaggio, realizzato dal «Pew Forum on Religion & Public Life», il 65% degli adulti americani, compresi protestanti e cattolici, avrebbero adottato elementi delle religioni orientali e New Age. Il sincretismo appare dunque in crescita Oltreoceano e il 35% degli statunitensi che assiste a celebrazioni domenicali ammette di aver più volte cambiato chiesa, non soltanto nel senso di parrocchia, ma saltando da una confessione all’altra e persino da una religione all’altra.
Tra le curiosità emerse dal sondaggio c’è il dato su quanti americani credono che stelle e pianeti possano influenzare la vita delle persone (lo affermano il 25% della popolazione e il 23% dei cristiani) e sono convinti che gli individui possano rinascere reincarnandosi più volte (24% della popolazione, 22% dei cristiani). Mentre il 16% degli americani (e il 17% dei cristiani) crede che persone con «lo sguardo diabolico» possano lanciare malefici e danneggiare le persone. Tra il 47 e il 59% degli americani avrebbero cambiato religione almeno una volta.
Quello del sincretismo e del supermarket delle fedi è un tema che sta molto a cuore a Benedetto XVI, che fin dall’inizio del suo pontificato, durante la Giornata mondiale della Gioventù di Colonia, disse che «insieme con la dimenticanza di Dio esiste come un “boom” del religioso». Parla di una religione che «non di rado diventa quasi un prodotto di consumo. Si sceglie quello che piace, e certuni sanno anche trarne un profitto. Ma la religione cercata alla maniera del “fai da te” alla fin fine non ci aiuta».
I dati del sondaggio americano corrispondono alla realtà? E qual è la situazione in un Paese tradizionalmente cattolico come l’Italia? Il Giornale ha girato la domanda a Massimo Introvigne, direttore del Cesnur, il centro studi sulle nuove religioni. «Ho ricevuto anch’io i dati del sondaggio e vorrei dire che c’è qualche perplessità non tanto sui risultati quanto piuttosto sulla loro novità: è dal dopoguerra che la religiosità degli Usa viene descritta in questo modo». Quanto al sincretismo nostrano, Introvigne fa osservare che mentre «cala il numero degli italiani che credono nella reincarnazione - erano il 15% qualche anno fa, oggi solo il 10% - cresce ad esempio notevolmente la percentuale, anche fra i cattolici, la percentuale di coloro che si dicono certi che Gesù fosse sposato. È l’effetto Codice Da Vinci».
Nel nostro Paese, più che la New Age, Introvigne vede trionfare la «Old Age», vale a dire la credenza nella magia, nei riti dei fattucchieri, che ottiene il consenso del 30% degli italiani e del 10% degli italiani che vanno a messa. Un dato significativo, che emerge da una recente e approfondita ricerca del Cesnur durata un anno riguarda i fedeli cattolici praticanti che oscillano tra il 18 e il 20% della popolazione. «Sono in diminuzione, ma cresce la qualità della loro partecipazione ai sacramenti. Insomma, sono una minoranza ma con convinzioni radicate».