Biennale di Venezia: la mostra «Luce in azione» della Repubblica di San Marino

Il 3 giugno sarà inaugurata la mostra «Luce in azione», con la quale la Repubblica di San Marino partecipa alla Biennale di Venezia. Curata da Valerio Pradal, raccoglie nel padiglione le opere di 13 artisti selezionati da una giuria internazionale

Sarà inaugurata il 3 giugno alle 12 la mostra che s'intitola «Luce in azione», nel padiglione di Palazzo Riva del Vin, con il quale la Repubblica di San Marino partecipa alla 54esima Esposizione Internazionale d'Arte della «Biennale di Venezia».
Il piccolo e antico Stato ha riunito un gruppo di 13 artisti, 5 dei quali sammarinesi, 2 tedeschi e 6 italiani. E con la sua mostra vuole sottolineare l'investimento culturale fatto, malgrado in tempi di crisi economica.
I partecipanti sono stati selezionati, tra le molte domande ( 28 quelle dei sammarinesi), dalla giuria internazionale, nominata dal Congresso di Stato, presieduta da Renata Stih e composta da Alberto Bassi, Manuela Comoglio, Loretta Guerrini, Maria Gloria Riva e Chiara Tartarini.
Il progetto globale della mostra è stato curato dal veneto Valerio Pradal, figura sui generis di architetto, curatore, disegnatore filatelico.
«Il messaggio artistico di tutti i partecipanti - ha spiegato- è di altissimo livello e il tema della Biennale "Illuminazioni" è stato declinato in "Luce in azione" in modo che può anche essere letto come "Luce nella Nazione", proprio con riferimento a San Marino».
Il percorso narrativo dell'esposizione parte dalla luce cosmica per arrivare alla luce interiore, ha aggiunto la professoressa Loretta Guerrini, dell'università di Bologna e membro della giuria.
Visione simbolica, mezzo di relazione, strumento, veicolo di comunicazione: sotto questo interessante denominatore comune Pradal è riuscito a riunire 11 artisti, più 2 «fuori salone dentro la Biennale».
Ecco i loro nomi: Daniela Comani, Ottavio Fabbri, Verdiano Marzi, Dorothee Albrecht, Omar Paolucci, Cristian Ceccaroni, Daniela Tonelli, Lars Teichmann, Patrizia Merendi, Marco Bravura, Thea Tini.
La designer di gioielli mistici Cristina Rotondaro e la poetessa Paola Turroni partecipano all'evento, «Fuori salone dentro la Biennale».
Le creazioni di questi artisti, siano esse istallazioni e videoistallazioni, dipinti, piramidi simboliche, mosaici, gioielli, si riuniscono idealmente in un'unica grande opera il cui messaggio, per gli organizzatori, vuole ricondurre « l'artista dal torpore del sonno individuale alla corale ricerca dei valori dell'ethos, all'estetica del vero».
Insomma, l'arte vuole tornare ad essere ammonimento morale e un piccolo Stato, plasmatosi nel segno della libertà, non si sottrae all'obbligo di diventare luogo d'incontro di artisti, di diversa scuola e formazione culturale, che si confrontano sulla complessità, il fascino, l'emblematicità della Luce: fisica, filosofica, metafisica. Tutto intorno alla materia, al pensiero, alla trascendenza.