Bin Laden, foto cruente La decisione di Obama: "Non le mostreremo"

Pubblicandole si avrebbero più rischi che benefici. E Obama cresce nei sondaggi. <strong>Foto:</strong> <a href="http://www.ilgiornale.it/fotogallery/bin_laden__festeggiamenti_e_protest... target="_blank"><strong>Pakistan tra festeggiamenti e proteste</strong></a>

New York - Nonostante le polemiche, Barack Obama ha deciso: le foto del cadavere di Osama Bin Laden non possono essere pubblicate. Eppure solo poche ore prima il capo della Cia, Leon Panetta, aveva assicurato che le immagini sarebbero state rese pubbliche, anche se non aveva precisato quando.

Foto cruente Le immagini sono però circoltate tra i senatori statunitensi che, come ha ribadito il senatore Kelly Ayotte avrebbero confermato l'identità del terrorista: "Me l’ha mostrata un altro senatore", ha detto Ayottem, "Non ci sono dubbi che si tratti proprio del leader di Al Qaeda". I senatori hanno raccontato che le foto mostrano il volto e il cranio del terrorista completamente devastati, precisando che una di queste foto mostrerebbe il foro provocato dal proiettile nel cranio di Osama, con parte della materia cerebrale visibile. Un’altra foto mostrerebbe l’orbita di un occhio completamente vuota.

Diviso il Senato Usa La questione della pubblicazione ha diviso i senatori. Il presidente della Commissione servizi segreti del Senato, il repubblicano Mike Rogers, ha ammesso di aver potuto vedere le foto e di non auspicarne la pubblicazione: "I rischi sono maggiori che non i benefici: immaginate il modo in cui reagirebbero gli americani se Al Qaeda uccidesse uno dei nostri militari e ne mettesse le foto su internet", ha spiegato Rogers, sottolineando come i teorici della cospirazione non verrebbero comunque convinti: "Osama non è un trofeo, è morto: concentriamoci piuttosto sulla missione fino a che Al Qaida non sarà eliminata". Un altro rappresentante repubblicano, Saxby Chambliss, ne ritiene tuttavia opportuna la diffusione: "Un giorno o l’altro verranno pubblicate, la questione è sapere se lo dovremo fare noi secondo le nostre regole o lasciare che sia qualcuna altro a farlo".

I sondaggi Quello che è certo è che la notizia ha dato nuovo vigore al presidente degli Stati Uniti Barack Obama, la cui popolarità è cresciuta fortemente, soprattutto tra gli elettori repubblicani e indipendenti. Secondo l’ultimo sondaggio condotto congiuntamente dal New York Times e dalla rete Cbs, il 57% degli intervistati ha detto di approvare l’operato del presidente, in rialzo rispetto al 46% del mese scorso. Il sostegno da parte dei repubblicani è aumentato di 15 punti rispetto al mese scorso; quello degli indipendenti di 11 punti e quello dei democratici di 7. Nel 2003 il tasso di approvazione dell’allora presidente George W. Bush era cresciuto di 8 punti dopo la cattura di Saddam Hussein. Crescita evaporata nel giro di un mese. Anche Obama quindi dovrà far i conti con il medio e il lungo periodo. Già oggi l’entusiasmo scende quando si pensa alle conseguenze future: solo il 16% ha dichiarato di sentirsi più al sicuro dopo la morte del terrorsista e 7 americani su 10 pensano che sia molto probabile che ci sarà un altro attacco terroristico negli Stati Uniti nei prossimi mesi (è la più alta percentuale dal 2004). Anche se circa la metà degli intervistati sostiene che l’America dovrebbe ridurre le truppe impegnate in Afghanistan, inoltre più di 6 su 10 pensano che gli Stati Uniti non abbiano ancora portato a termine la missione.  

Domani Obama a Ground Zero Intanto domani il presidente statunitense sarà domani nel luogo dove sorgevano le Torri gemelle, ormai diventate simbolo della lotta tra terrorismo e Occidente. Gli inviti della Casa Bianca per affiancare Barack Obama nella sua visita di domani a Ground Zero sono tanti, ma non tutti i volti che hanno segnato la storia del paese dall’11 settembre 2001 a oggi saranno presenti. L’ex presidente George W. Bush, l’attuale sindaco di New York Michael Bloomberg e l’ex primo cittadino Rudolph Giuliani hanno avuto reazioni differenti alla richiesta di partecipazione. Bush, in carica nel giorno dell’attentato, aveva fatto della guerra al terrore uno dei punti fondamentali del suo programma, ma ha declinato l’invito arrivato da Washington: "Il presidente Bush, ha comunicato il suo portavoce David Sherzer, "ringrazia molto per l’invito, ma ha deciso di restare lontano dai riflettori da quando ha concluso il suo incarico. Continua a festeggiare insieme con tutti gli americani questa importante vittoria nella guerra al terrore". Non ha ancora preso una decisione chiara Rudolph Giuliani. Secondo il sito Politico, l’ex sindaco di New York è stato a Ground Zero nella giornata di lunedì, e ha già lodato Obama per il risultato ottenuto. Il successore di Giuliani, Michael Bloomberg, sarà invece presente, e proprio ieri ha annunciato di avere saputo che il presidente ritornerà a New York per il decimo anniversario dell’attentato, quando sarà inaugurato anche il monumento per ricordare le vittime. 

I dettagli della morte di Bin Laden Continuano ad emergere sui media americani nuovi dettagli sul raid dei Navy Seals che ha portato all’uccisione di Osama Bin Laden. La Cnn, citando fonti dell’amministrazione, ha riferito che nell’operazione sono stati portati via dalla casa-rifugio di Abbottabad 5 computer, 10 hard disk e più di 100 elementi d’archivio, tra cui dischetti e dvd. Le foto al cadavere di Bin Laden - si apprende ancora - sono state scattate in Afghanistan.

Era pronto alla fuga Al momento della sua uccisione, Osama Bin Laden aveva con sé 500 euro e due numeri di telefono cuciti all’interno dell’abito che indossava. Secondo la Casa Bianca, i soldi e i contatti telefonici ritrovati avvalorano la tesi che il superterrorista fosse pronto a scappare in qualunque momento. Panetta ha anche ipotizzato che Bin Laden non fosse armato perché convinto che "la sua rete fosse sufficientemente efficiente da avvertirlo prima di un’eventuale azione" contro di lui.

Computer e contanti nella villa Una prima, rapida ricognizione del materiale informatico sequestrato nella villa di Bin Laden ad Abbottabad dimostrerebbe che il leader di al Qawda comandava ancora i gruppi terroristici presenti in Yemen, in Somalia e nell’Africa settentrionale. Non era solo un simbolo del terrorismo, quindi, ma garantiva anche "un comando strategico e una guida agli affiliati di al Qaida", hanno detto al Washington Times due funzionari dell’intelligence Usa che hanno letto i rapporti sull’operazione che ha portato all’uccisione di Bin Laden. Osama bin Laden, inoltre, aveva diverso denaro in contante nella sua villa-covo. Sempre in Pakistan sarebbe in corso un summit dei capi del gruppo terroristico per scegliere il successore di Bin Laden. Nei file dei computer sequestrati nella residenza di Osama, ha detto una fonte al Washington times, le forze Usa hanno trovato anche nuovi indizi sui luoghi dove operano altri leader dell’organizzazione, tra cui il braccio destro di Bin Laden, Ayman al Zawahiri.