Birmania, liberato il pacifista Usa: torna a casa

John Yettaw, condannato a 7 anni di lavori forzati
per aver raggiunto l’abitazione di San Suu Kyi, è stato liberato dalla
giunta birmana ed è ripartito per gli Stati Uniti. Fondamentale la missione diplomatica del
senatore democratico Jim Webb. San Suu Kyi resterà agli arresti<br />

Rangoon - Dopo un'importante missione diplomatica il senatore statunitense Jim Webb, inviato del presidente Barack Obama in Birmania, ha lasciato la capitale birmana insieme a John Yettaw, il cittadino americano condannato in settimana insieme alla leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi. Nonostante gli appelli del senatore democratico San Suu Kyi resterà agli arresti.

La liberazione del pacifista Il cittadino americano condannato a sette anni di lavori forzati per aver raggiunto l’abitazione in cui Aung San Suu Kyi si trovava agli arresti domiciliari è stato liberato dalla giunta birmana ed è ripartito per gli Stati Uniti. Il 54enne è stato consegnato al personale dell’ambasciata Usa a Rangoon e si è imbarcato su un volo militare per Bangkok insieme al senatore democratico Jim Webb, che sabato aveva preannunciato il suo rilascio dopo un colloquio con il leader della giunta, Than Shwe, nella capitale dell’ex Birmania, Naypyidaw. Webb ha ottenuto che fosse espulso grazie alla riduzione della pena a tre anni e mezzo con la condizionale. Yettaw, un eccentrico ex militare e mormone che soffre di epilessia e diabete e ha sette figli, era stato arrestato il 6 maggio mentre attraversava il lago di Inye, a Rangoon, di ritorno dalla casa della leader di San Suu Kyi dove si era fermato due giorni "in missione per conto di Dio", al fine di liberarla.

L'incontro con Suu Kyi Ieri l'esponente democratico ha incontrato anche la leader dell'opposizione birmana che è uscita per la prima volta dalla sua abitazione. L'inviato speciale del presidente Obama, che ha avuto anche uno storico colloquio con i leader della giunta militare, è stato, infatti, il primo straniero a poter vedere il premio Nobel dopo la condanna ad altri 18 mesi di arresti domiciliari. Testimoni hanno riferito di aver visto la donna trasportata da un convoglio della polizia in un edificio governativo dove si sarebbe tenuto il colloquio. Dopo l'incontro, durato circa 40 minuti, Suu Kyi è stata riportata nella sua abitazione. Nonostante gli appelli del senatore Webb San Suu Kyi resta agli arresti. Una condanna duramente criticata dalla comunità internazionale e che impedirà all’ex premio Nobel per la Pace di partecipare alla campagna per elezioni politiche dell’anno prossimo.