Blardone: «Ci stiamo allenando male»

«Gli sciatori di Capodanno più importanti di noi...»

Maria Rosa Quario

Max Blardone ieri ad Adelboden non ha solo perso la gara (11° posto finale) e il pettorale rosso di gigantista numero uno della stagione, ma ha soprattutto perso l’occasione di dimostrare che la maturità sfoderata dopo l’uno-due di Alta Badia e Kranjska Gora era cosa reale e non dovuta al momento d’oro che stava attraversando. Spiace dirlo perché Max è un bravo ragazzo, un ottimo sciatore, un grande atleta, un sicuro candidato al podio olimpico, ma il suo sfogo al termine della prima manche di ieri fa chiaramente capire che è ancora lontano da quello che si può definire un campione, perché dei campioni gli mancano due doti fondamentali: la capacità di saper perdere e quella di stare zitto piuttosto che dire stupidaggini per giustificare una gara sbagliata. Diciamolo chiaro: ieri Max non era in grande giornata e nella prima manche si è trovato davanti un tracciato molto stretto che non faceva per lui. È partito male e arrivato peggio, due secondi e passa da un ispiratissimo Raich, 18° posto parziale.
Anziché ritirarsi al caldo per concentrarsi sulla seconda manche e sul possibile recupero, dimenticando che nella passata stagione proprio Raich aveva vinto la coppa del mondo di gigante anche grazie ai tre miseri punticini di una gara andata storta (ne capitano sempre di gare storte), Max si è fatto incastrare in una discussione al parterre sulla qualità degli allenamenti svolti da lui e dagli altri italiani durante le vacanze natalizie. E ha detto: «Non stavo in piedi perché non ci siamo allenati adeguatamente per piste ghiacciate come questa; a Pila, dove abbiamo sciato prima di venire qui, non hanno bagnato la neve per non rovinare la pista che serviva anche ai turisti. Stessa cosa al Sestrière, dove ci si prepara per i Giochi. Insomma, non ci siamo allenati bene». Simoncelli ha confermato: «Nessun allenamento sul ghiaccio, ma sotto Natale non lo si può pretendere». Nulla da eccepire. Tutto vero.
A Pila, sulla pista chiusa e messa a disposizione degli azzurri nel periodo dopo capodanno, la neve non era il ghiaccio vivo di Adelboden, ma questo non giustifica certo la brutta prima manche di Max. Forse che Simoncelli, terzo a metà gara, si era allenato altrove? È importante che una squadra dia ai propri atleti la possibilità di allenarsi su piste e nevi il più simili possibile a quelle che si troveranno in gara, ma è anche vero che nello sci le variabili sono tante e prevedere, programmare tutto è impossibile.
Il fatto è che in questo periodo preolimpico, con molto spazio a disposizione sui media, lo sci sta vivendo sugli sfoghi dei Blardone e dei Miller di turno, senza badare all’essenza vera delle gare e dello sport, ovvero i risultati. A proposito di Bode, visto come ha sciato ieri (14° alla fine), probabilmente era davvero ubriaco. Magari salterà fuori un’altra delle sue sparate, che so, «ho fatto sesso mezz’ora prima di salire al cancelletto e poi anche fra le due prove, sapete avevo parcheggiato il camper proprio vicino al traguardo».
Una possibilità che certo non potrà mai avere Benny Raich, la cui fidanzata Marlies Schild è troppo impegnata a vincere gare di coppa come lui (ma ieri a Maribor il gigante femminile è stato annullato per le condizioni della neve, troppo molle), Ieri Benny ha dato l’ennesima lezione di grande sci a tutti, vincendo, nonostante un erroraccio nella seconda manche, con mezzo secondo su nonno Nyberg (36 anni e 10 mesi, il più vecchio su un podio di coppa, battuto il record di Ghedina) e oltre un secondo sulla coppia Palander-Goergl. Ha detto l’austriaco, nuovo leader della generale di coppa: «Mi sento fortissimo, e non solo in gigante, ma anche in slalom: non ho ancora vinto, ma so di poterlo fare presto».
Rocca è avvisato, ma non trema, oggi nello slalom proverà a dimostrare che fra le porte strette il più forte è sempre lui.