Blue Economy, tecnologie al servizio del Pianeta Mare

Pagni (Ibg): «Una vetrina nel segno della sostenibilità che colloca l'Italia come hub di tutto il Mediterraneo»

Antonio Risolo

La Spezia «Il mare è l'oro blu del nostro secolo e Seafuture è una vetrina internazionale, nel segno della sostenibilità, della ricerca e della tecnologia, per valorizzarlo». Così Cristiana Pagni, presidente di Italian Blue Growth, ha aperto la conferenza stampa di presentazione della sesta edizione di Seafuture. La rassegna, in programma nelle aree dell'Arsenale militare della Spezia dal 19 al 23 giugno, mette sotto i riflettori la Blue Economy proponendo un modello di business che coniuga industria e ricerca tecnologica, rispetto per l'ambiente e ammodernamento delle unità navali. Grande l'attesa per la mostra dedicata alle tecnologie più avanzate.

Nella base navale spezzina arriveranno 143 espositori da tutto il mondo (+20%) e oltre 40 delegazioni straniere per altrettante Marine militari. Il programma prevede 1.500 incontri bilaterali e una trentina tra dibattiti e tavole rotonde che toccheranno temi come le autostrade del mare, il turismo sostenibile, la cantieristica e l'industria della Difesa navale, il refitting, l'innovazione scientifica e le sfide tecnologiche, come l'impiego di droni nella difesa subacquea. Tra le aziende e gli istituti presenti Mbda, Leonardo, Sanlorenzo, Naval Group, Baglietto Navy, Issia Cnr (Istituto sui sistemi intelligenti per l'automazione), Enea.

Seafuture è organizzata da Dltm, Italian Blue Growth (società formata da Distretto Ligure delle Tecnologie Marine, Consorzio Tecnomar Liguria ed Eiead), Regione Liguria, Blue Hub, Ice e Aiad con la collaborazione della Marina Militare. Ha il patrocinio dei ministeri dei Trasporti, della Difesa, dello Sviluppo economico e degli Affari esteri, mentre Fincantieri è il partner strategico.

«Un evento che pone l'Italia come hub del Mediterraneo - ha aggiunto Cristiana Pagni - Il mare sarà protagonista a 360 gradi. Al centro ci sarà tecnologia, ricerca e innovazione, sostenibilità ambientale: elementi senza i quali le nostre imprese e il nostro Paese non potrebbero essere competitivi. Le Marine Militari estere potranno visitare le navi Euro, Driade e Aviere pronte al prepensionamento».

Il ruolo delle Marina Militare in Seafuture? Lo spiega il contrammiraglio e project officer di Seafuture, Gianfranco Annunziata: «Parlare di mare ci fa bene - ha spiegato - Occorre promuovere la marittimità, concetto non così scontato nonostante la centralità di questo tema per l'Italia. Per fare ciò è necessario potenziare la diplomazia navale e rafforzare le relazioni internazionali, abbiamo cercato di garantirlo con la presenza di oltre 40 Marine straniere, oltre il 60% in più rispetto alle precedenti edizioni. Seafuture - ha concluso Annunziata - è una opportunità per noi, in supporto al sistema Paese e in particolare all'industria della Difesa. Abbiamo una rete importante di collaborazione con circa 60 Paesi ai quali abbiamo offerto la possibilità di essere presenti per vedere nuove tecnologie - come le unità Fremm - ma anche le unità che a breve lasceranno il servizio attivo e che con il refitting possono tornare a vita nuova in altre flotte».

Tra gli eventi collaterali, sabato 23 giugno ci sarà la regata «Vela senza barriere», che mette la tecnologia al servizio della disabilità. Spazio anche ai giovani con «Seafuture Awards»: stage all'estero e migliore tesina di Istituto superiore su argomenti legati all'ambiente Mare.

Intanto venerdì scorso, nel Museo Tecnico Navale, è stata inaugurata «Plastica(mente)», la mostra a cura di Ispra in collaborazione con il Dltm. Fari puntati, quindi, sui danni prodotti agli oceani dall'uso sconsiderato delle materie plastiche.