Bocciato von Trier l’unico capolavoro

Due fratelli, due palme d’oro: con L’enfant i Dardenne scavalcano i Taviani, rimasti a una. Né in Italia, né altrove il film incasserà molto, ma è giusto che l’originalità dei Dardenne sia ancora riconosciuta. Forse proprio il fatto che quasi nessuno veda i loro film permette che le giurie si sorprendano del loro talento.
La giuria di Kusturica ha dato un verdetto simile a quello della giuria di Cronenberg, che nel 1999 premiò Rosetta, sempre dei Dardenne, umiliando Tutto su mia madre di Almodóvar. E se la giuria di Kusturica non ha concentrato i premi sul film dei Dardenne (Rosetta fu premiato anche per l’attrice), il solo Gran premio della giuria per Broken Flowers non ha dato il sorriso a Jim Jarmush, americano noto in Italia solo per i film con Benigni. Credeva finalmente venuto per lui il momento della palma, visto che aveva già ottenuto qui quasi tutti i riconoscimenti minori.
Neanche Haneke è parso entusiasta del solo premio per la regia. Lui il Gran premio della giuria l’aveva avuto con La pianista, quando Moretti vinse la palma d’oro. I pronostici francesi di due settimane fa erano per lui e l’avevano illuso. Gli è successo insomma quel che era capitato a Lars von Trier con Dogville: di entrare in conclave papa e di uscirne cardinale.
A proposito: Manderlay di von Trier urtava troppi luoghi comuni per convincere la giuria, ma è emerso come l’unico capolavoro.