Boizel, uno Champagne felliniano

Boizel non è tra i marchi più noti dell'universo Champagne eppure meriterebbe di essere più conosciuto in Italia. Lo sarà presto perché da qualche tempo la sua distribuzione è affidata a Feudi di San Gregorio, che dopo lunghe ricerche e assaggi affidati anche all'«ambasciatore» Federico Graziani ha trovato nella maison condotta da Evelyn Roquez Boizel, dal marito Christophe Roques e dai figli a Épernay quella perfetta per l'idea di Champagne che l'azienda campana voleva portare in Italia. Quella di un prodotto senza mediazioni, integro, verticale, scolastico, senza scivolamenti verso il mainstream stilistico che il mercato spesso sembra imporre anche da noi. Per questo Feudi punta forte per l'Italia sul Blanc de Noirs, un Pinot Bianco in purezza fatto con uve provenienti dai migliori cru di Mareuil sur Ay, Cumières Mailly e Les Riceyss con il 40 per cento di vini di riserva che fa tre anni sui lieviti. Un prodotto di eccezionale freschezza e croccantezza, uno Champagne temperamentoso. È stato il primo assaggio di una degustazione straordinaria svoltasi qualche giorno fa in un luogo magico, lo studio dove l'unica nipote di Federico Fellini, Francesca Fabbri Fellini, coltiva la memoria del grande zio, nel cuore di Rimini. Un appuntamento per esplorare il rapporto tra il regista cinque volte premio Oscar e il cibo, e poi tra il cibo servito nel mitico Grand Hotel della città romagnola e i vini Boizel. Nel corso della giornata abbiamo avuto modo di assaggiare anche il Brut Réserve, eccellente Champagne da tutto pasto, fantastico anche con la piada romagnola e con le tagliatelle al ragù. Il non dosato Ultime, con il suo carattere poco incline ai compromessi. E tre chicche: il nuovo prodotto Joyau de France Blanc de Blancs 2007; l'eccezionale Blanc de Blancs 1996, con i suoi potenti sentori di terra e tartufo; e infine il Joyau de France 1989, ancora nervoso malgrado la carta d'identità.