Bollette pazze: ultimatum all’Acea

Giacomo Legame

Per rettificare le «bollette pazze» spedite agli utenti nei primi mesi del 2005, AceaElectrabel Elettricità avrà 90 giorni di tempo, il doppio (180 giorni) per completare le letture dei contatori non ancora effettuate. Lo ha stabilito l’Autorità per l’Energia elettrica e il gas, intervenuta sulla vicenda in seguito alle numerose segnalazioni da parte di clienti «bersagliati» da bollette sballate. A determinare stampa e spedizione di fatture con consumi diversi dagli effettivi, spiega l’Authority, è stato un difetto nel software di alcuni terminali di lettura delle bollette e delle batterie tampone impiegate negli stessi terminali. Ma hanno avuto un peso anche le carenze nelle procedure di controllo delle rilevazioni. Infatti è emerso che per molti clienti al 30 novembre 2004 la lettura dei contatori non era stata eseguita da più di un anno. Sul punto Acea ha sostenuto che molte mancate letture sono causate sia dal fatto che alcuni contatori sono fisicamente inaccessibili se non in presenza del cliente, che da imprecisioni o carenze nell’archivio tecnico/commerciale necessario per la localizzazione del punto di fornitura e del relativo contatore.
AceaElectrabel, prima della decisione dell’Authority, aveva comunicato la sua linea d’azione per «riparare» al disservizio, spiegando di aver provveduto alla rilettura dei clienti destinatari delle bollette pazze, attivando la rettifica di fatturazione una volta acquisiti i dati corretti. Per i clienti per i quali non è stato possibile acquisire la lettura, Acea si era data un anno di tempo per recuperare il dato corretto nell’ambito dell’attività ordinaria di lettura. E per i clienti senza lettura da oltre 12 mesi era stato programmata la soluzione entro 12-18 mesi a partire dal prossimo settembre. Ma l’Autorità ha ritenuto il piano dell’Acea «non adeguato» alla tutela dei consumatori: troppo poche le nuove letture effettuate rispetto ai clienti che hanno ricevuto bollette sballate; troppo dilatato - e non giustificato da reali esigenze tecniche - l’arco temporale per recuperare i dati corretti, che in tal modo pregiudica il diritto del cliente alla rettifica della fatturazione. Così come anche per le letture in ritardo di oltre un anno, l’Autorità ha ritenuto che il programma per il recupero dei dati non sia adeguato a riparare la «lesione del diritto al tentativo di lettura», già da tempo leso.
Così l’Authority ha ordinato ad AceaElectrabel di effettuare entro 3 mesi e previa comunicazione ai clienti interessati, un ulteriore tentativo di lettura per i clienti che hanno subito il disservizio, nonché di provvedere alla conseguente rettifica della fatturazione e di effettuare, entro 6 mesi, un tentativo di lettura nei confronti dei clienti per i quali sono state registrate imprecisioni o carenze nei dati dell’archivio tecnico/commerciale e non risulti acquisita una lettura da oltre 12 mesi.
«Soddisfatto per la delibera dell’Autorità» si è detto il responsabile Roma Sud del Movimento difesa del cittadino Gianluca Galluzzo, suggerendo una scadenza fissa per la lettura annuale dei contatori. Mentre Acea, in una nota, ha ricordato di aver «già da tempo quasi ultimato le operazioni di rettifica delle bollette errate inviate nel primo bimestre 2005 e il relativo risarcimento dei clienti», spiegando che «le cosiddette “bollette pazze” sono state meno di 3.000 a fronte di 1,5 milioni di clienti».