A Bolzano una targhetta identifica i palazzi «verdi»

Lo sviluppo del mercato: si prevedono tassi di crescita tra il 50 e il 70%

Ogni anno, in Italia, si consumano 22 milioni di tonnellate di equivalenti del petrolio (i cosiddetti Mtep) per la produzione di calore nell’edilizia residenziale. Una cifra pari a oltre il 15% di tutti i consumi energetici nazionali, di cui una parte rilevante viene dispersa verso l’esterno attraverso i muri, il tetto o gli infissi degli edifici. La causa principale di tale situazione, che ci pone agli ultimi posti del continente in termini di efficienza energetica, risiede nel fatto che circa i due terzi del nostro patrimonio residenziale risalgono a oltre 30 anni fa, mentre la maggior parte degli edifici non ha subito interventi di manutenzione straordinaria da almeno un paio di decenni.
È evidente che ridurre gli sprechi avrebbe ripercussioni immediate e positive sul portafoglio (bollette meno salate), sulla bilancia energetica interna (minori consumi) e sull'ambiente (abbattimento delle emissioni inquinanti). Ecco perché in questi ultimi anni le possibilità legate alla coibentazione delle abitazioni sono divenute oggetto d'interesse generale e attenzioni sempre più diffuse. Coibentare, in pratica, significa ridurre la capacità delle superfici di disperdere il calore e, nel caso degli edifici, non interessa solo i muri ma anche le vetrature, dalle quali passa un terzo della dispersione termica complessiva. Si calcola che una buona coibentazione, da sola, apporti un risparmio energetico in grado di ridurre i consumi di combustibile del 25%. Tra i diversi sistemi d’isolamento presenti sul mercato, ad andare per la maggiore è la modalità «a cappotto», che consiste nell’applicare alla parte esterna dell’immobile una serie di pannelli di diversi materiali, dal polistirolo al sughero, dalla lana di roccia al vetro soffiato. Lo Stato incoraggia da tempo questo tipo d’interventi e con la legge 192, emanata per recepire la normativa Ue in materia, classifica le abitazioni in funzione di quanta energia disperdono verso l’esterno.
Minore è la quantità di sprechi, più alta è la «classe energetica», un po’ come succede per gli elettrodomestici di ultima generazione. In alcuni casi, come per esempio a Bolzano o a Carugate, nel Milanese, si arriva ad applicare sul palazzo una targa che ne certifica l’efficienza energetica, cosa che contribuisce ad accrescere il valore dell’immobile. Nonostante le buone intenzioni, però, la legge 192 lascia tuttora alcune zone d’ombra, dovute alla mancata produzione dei decreti attuativi e riguardanti soprattutto la definizione degli enti certificatori e delle procedure d’incentivazione al risparmio. Ma questo non impedisce al mercato della coibentazione di svilupparsi in modo prepotente, al ritmo di 12 milioni di metri quadri per anno e con tassi di crescita che per il prossimo futuro vengono stimati nell’ordine del 50-70%.