Bonolis: "Rai o Mediaset? Il mio futuro è a un bivio"

Il conduttore che ha rilanciato il Festival: "Per l’edizione 2010 la De Filippi sarebbe perfetta, ma non decido certo io. La fatica più grande? Trovare il mix tra musica e show, come un farmacista"

Sanremo - Allora, direttore artistico, sabato sera chi ha vinto: Paolo Bonolis, Marco Carta o quella che è stata coniata come RaiSet?
«Ha vinto la musica. Penso di essere riuscito a fare un Festival calibrato tra mezzo televisivo e gara delle canzoni. Ho lavorato come un farmacista per bilanciare le esigenze dello spettacolo con lo spazio per gli artisti».

E infatti tutti gliene hanno dato atto. Però sono arrivate anche le critiche perché a premiare il vincitore sul palco c’era Maria De Filippi che l’ha scoperto e lanciato in uno show della concorrenza.
«Chi conosce la mia storia personale e artistica sa che io non farei mai pastette. Maria è un grande personaggio della Tv ed è per questo che è stata invitata. Nessuno poteva prevedere che Marco avrebbe vinto. E ci sarebbe riuscito anche senza la sua presenza».

Ma non sarebbe stato meglio, per evitare imbarazzi, ospitarla in un’altra delle cinque sere?
«Infatti avrebbe dovuto venire mercoledì, ma in quella sera Mediaset ha deciso di mantenere in onda Amici e nelle altre gli ospiti erano già decisi».

Che giudizio dà di Maria sul palco?
«Era felice. E quando una persone è felice riesce a dare il massimo».

Così brava che lei, scherzando, l’ha proposta al direttore Del Noce come prossima conduttrice del Festival...
«Era soltanto un gioco per farla sentire ancor più a suo agio, una finzione scenica per sdrammatizzare».

Si è capito. Ma non sarebbe perfetta per condurre il Sanremo 2010?
«Senza dubbio. Ma non spetta a me, ovviamente, deciderlo».

Non dovessero chiamare la De Filippi, lei farebbe il bis?
«Che debbo di’: “ni” o “so”? Prima di tutto bisogna avere un grande progetto diverso da quello che abbiamo messo in piedi quest’anno».

Con la vittoria di Marco, si è parlato di Sanremo come emanazione di «Amici».
«Ma scherziamo? Carta è stato scelto perché è uno specchio dei giovani d’oggi, non poteva non esserci al Festival della musica italiana uno che ha trionfato lo scorso anno e che è stato in testa alle classifiche. Il fatto che Sanremo attinga dalla contemporaneità è il minimo sindacale. Magari l’anno prossimo vincerà un artista che viene da X Factor».

Il ministro Brunetta ha detto che quel milione di euro di stipendio se l’è tutto meritato.
«Lo ringrazio... e ditegli che non sono mai arrivato in ritardo».

A lei, come gusto personale, piace la canzone di Marco Carta?
«Be’, io appartengo a un’altra generazione. Mi piace una ritmica diversa. Ma Marco è certamente un artista forte con una grande personalità».

Quali brani invece erano i suoi preferiti, oltre al «Paese reale» degli Afterhours?
«Direi Biancaneve di Alexia, Il mio amore unico di Dolcenera e Il bosco delle fragole di Tricarico».

Ora che sul suo petto brilla la medaglia di salvatore del Festival, che farà? Da una parte una Rai che deve trovare una nuova dirigenza ma che potrebbe darle possibilità impensate, dall’altra Mediaset con più stabilità editoriale e certamente compensi economici maggiori.
«Infatti sto di fronte a un bivio. Il mio contratto con Rai scade a giugno. Per ora mi prendo un bel periodo di riposo, poi si vedrà».

Fiorello ha deciso di migrare su Sky dove si libera dalla schiavitù dell’Auditel, Chiambretti va in onda solo di notte, tra i big dei presentatori lei è rimasto l’unico a giocarsi la faccia?
«Io non ho paura di presentarmi al pubblico, faccio le cose con il cuore, poi possono venire bene o male».

Qualsiasi show presenterà, si porterà con sé Arisa?
«Ah mi piacerebbe, lei è veramente un fenomeno».