Borghini: «Casa, da sogno a diritto»

In discoteca per parlare ai giovani. L’idea è del capolista azzurro in Campidoglio Pierluigi Borghini, che dopo il comizio di Berlusconi, Fini e Casini domani a piazza del Popolo, ha deciso di fare una puntatina alla discoteca «New Scarabocchio» di piazza dei Ponziani. Un brindisi, ma anche due chiacchiere sulle prospettive delle nuove generazioni.
«Dobbiamo aiutare i giovani a crearsi un futuro stabile - dichiara il capolista di Forza Italia-. Un futuro che vada oltre l’oggi. Questo significa affrontare temi importanti, come la casa, il lavoro, la vivibilità dei quartieri in cui vivono e la sicurezza. Per progettare insieme le soluzioni migliori e vincere, con il dialogo e il confronto, quell’atteggiamento di diffidenza e di indifferenza con il quale troppo spesso le nuove generazioni guardano al mondo della politica e delle istituzioni.
Il futuro dei giovani è anche una casa
«Il problema casa, dovuto ad affitti e vendite fin troppo elevate, rappresenta oggi nella Capitale un problema fondamentale per i giovani. Una risposta potrebbe essere quella di guardare all’ampliamento della città. La cintura tra il Gra e il nuovo anello esterno permette, infatti, di individuare aree a più basso costo dove poter edificare».
L’occupazione va male, quali rimedi propone?
«Roma in questi anni ha perso molte imprese, e inevitabilmente anche molti “cervelli”, emigrati altrove. Le soluzioni? Una potrebbe essere quella di far rinascere l’artigianato, attraverso la realizzazione di 4 cittadelle, atelier di apprendistato per i giovani, che possono mettere in campo le proprie capacità creative, ideative e manageriali. Inoltre, allo stato attuale, non è più rinviabile il decollo del polo tecnologico: progetto che risale a più di 20 anni fa, ma che ancora oggi stenta a prendere corpo, nonostante ci siano un’area attrezzata e le strade di adduzione.
Cultura continua a non fare rima con periferia
«Per i giovani, e non solo, bisogna creare nelle periferie della città quartieri che abbiano una propria vita culturale. Non bastano le notti bianche e l’Auditorium. La cultura deve essere ovunque. Le periferie devono avere i loro centri di aggregazione, una loro identità e autonomia culturale, fatta di tanti auditorium e di 7 teatri tenda, pensati come luoghi di incontro e di divertimento».
Infine la sicurezza stradale, nodo cruciale della campagna elettorale
«Roma non è una città sicura. Le strade della Capitale sono ormai una giungla, traffico disordinato, doppia fila ovunque. Mentre in tutto il resto d’Italia diminuisce il numero dei morti per incidenti stradali, a Roma, in netta controtendenza il numero cresce e la maggior parte coinvolge i ciclomotori. Non si può far finta di niente. Questo dato denuncia un problema di fondo: la totale assenza di sicurezza nella Città, soprattutto per i motociclisti».