Botticelle romane, gli animalisti ora sperano nell'intervento della Brambilla

Prima del suo insediamento<BR> come ministro del Turismo la rossa<BR> Michela aveva promesso di intervenire <BR> per abolirle definitivamente

L'irrisolta questione delle botticelle romane, sorta di pittoresca cartolina sul maltrattamento degli animali, sta diventando bollente. E non è solo colpa del caldo romano che rende tutto più difficile. Tra animalisti (e gran parte dei romani) che vorrebbero abolirle e i diretti interessati, che chiedono l'orario prolungato (e ci riusciranno, visti i pochi controlli), c'è l'oceano poco pacifico. Recentemente, prima del suo insediamento il ministro del Turismo Brambilla aveva promesso di risolvere il problema puntando il dito contro un'attività «obsoleta», «crudele nei confronti dei cavalli» e «fuori controllo quanto a orari e prezzi richiesti». Nell'attesa che la rossa Michela intervenga da par suo si registra l'intervento assai «diplomatico» del sottosegretario alla Salute Francesca Martini. La quale intende «profondere tutto l'impegno necessario per supportare l'amministrazione comunale nel risolvere la situazione delle botticelle e tutelare al contempo il benessere e la salute dei cavalli col diritto al lavoro della categoria». Così diventa «indispensabile che il Comune consenta, a coloro che lo richiedono, di convertire le licenze di trasporto pubblico a trazione animale con quelle di trasporto pubblico con mezzi a motore (taxi)». «Ma è altresì fondamentale - prosegue - che quanti intendono proseguire la propria attività di vetturini comprendano la necessità di provvedere subito a una maggiore tutela del benessere dei cavalli». «La civiltà di una Nazione - conclude - si misura dal modo in cui vengono trattati gli animali e ritengo che la città di Roma, capitale europea e culla della civiltà occidentale, debba rappresentare un esempio. Ritengo che la giunta e il consiglio comunale debbano provvedere al più presto a integrare i regolamenti comunali vigenti approvando le modifiche indispensabili per la tutela dei cavalli». Ma il tempo stringe: il termometro nella capitale segna già 34 all'ombra, l'anarchico traffico è un rischio mortale per i cavalli e le carrozza sono stracolme di turisti in carne.