Bova e Placido alfieri azzurri al festival Los Angeles-Italia

Omaggio ai nostri candidati alle statuette d’oro: Jublin, Beltrami e Marianelli

da New York

Per il terzo anno consecutivo Los Angeles si è tinta di azzurro nella settimana che precede gli Oscar. Il festival Los Angeles, Italia ha infatti presentato sei serate di cinema italiano culminate con l'omaggio ad alcuni dei nostri candidati agli Oscar: i compositori Dario Marianelli e Marco Beltrami, autori rispettivamente delle colonne sonore di Espiazione e di Quel treno per Yuma, e Andrea Jublin, regista, sceneggiatore e interprete del cortometraggio Il supplente. Assenti invece Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, all'ottava nomination per la scenografia e l'arredamento, per Sweeney Todd, e già vincitori per L'aviatore di Scorsese. Los Angeles, Italia è stato inaugurato col tutto esaurito per la proiezione di Scusa ma ti chiamo amore, alla presenza di Raoul Bova, del regista Federico Moccia e della sceneggiatrice Chiara Barzini, preceduta da un mini concerto di Ron. Tra gli ospiti anche Lindsay Lohan, che sta girando con Bova Dare to Love Me, il film di Alfonso Arau sul mito del tango Carlos Gardel.
La manifestazione, che prevede anche incontri tra studenti di cinema della University of Southern California con attori, registi e produttori italiani, ha avuto tra i suoi ospiti Lina Sastri (che si è esibita in un omaggio canoro ad Anna Magnani alla vigilia del suo centenario), Franco Nero, Enrico Lo Verso, Michele Placido, Yvonne Sciò, Rosita Celentano, Romina Power, Francesco Quinn (interprete di The Tonto Woman, uno dei cortometraggi candidati all'Oscar), i registi Citto Maselli e Carlo Lizzani, e Andrea Mingardi, che ha cantato durante la serata di chiusura. L'attore F. Murray Abraham, il Salieri di Amadeus, ha ricevuto il primo Friend of Italy Award, una maschera di Pulcinella, con cui l'attore ha scherzato («Abbiamo lo stesso naso»). Premiato anche Sylvester Stallone, fiero delle sue origini italiane, che ha dichiarato che vorrebbe trascorrere i suoi anni da pensionato nel Bel Paese. Hanno dimostrato il loro amore per il cinema italiano, partecipando alla manifestazione, anche Joan Collins, Keith Carradine, il produttore Lawrence Bender, il regista e sceneggiatore Steven Zaillian, e Steven Seagal, anche lui premiato col Friend of Italy.
Assente per motivi di salute Bernardo Bertolucci, che avrebbe dovuto ricevere una stella sull'Hollywood Boulevard, un appuntamento solo rimandato. Il suo documentario del 1967, La via del petrolio, è stato presentato al Festival, accompagnato da una mostra di immagini tratte dal film all'Istituto italiano di Cultura. In mostra anche una collezione di abiti da sera di Egon von Fuerstenberg, inaugurata dalla prima moglie, la stilista Diane von Fuerstenberg. Quest'anno lo show ha reso omaggio ad attrici riconosciute per la loro eleganza, da Audrey Hepburn a Gwyneth Paltrow, da Nicole Kidman a Halle Berry, da Catherine Zeta-Jones a Renée Zellweger. Tra tante star, gli unici stilisti a essere inclusi nella sfilata sono stati Giorgio Armani e Valentino. Glamour made in Italy anche al Beverly Wilshire Hotel, l'albergo di Pretty Woman, dove la maison Damiani ha tenuto il suo ormai tradizionale party pre-Oscar, a cui hanno partecipato anche Sharon Stone, Geena Davis e Paris Hilton.