Brasile, ingrassato per colpa del lavoro: McDonald's condannata a risarcire 50mila euro

La catena di hamburger McDonald’s è stata
condannata da un tribunale brasiliano a pagare 50 mila dollari di risarcimento a un ex
impiegato che è ingrassato di 30 chili nei 12 anni durante i quali ha lavorato nella
multinazionale americana provando hamburger e patatine

Brasilia - Per 12 anni è stato "costretto" a divorare hamburger. Ma non solo, anche patatine fritte e bibite gassate. Una scelta obbligata per Edson Zwierzinsky perché in qualità di gestore di una delle catene di McDonald’s doveva provare la qualità dei prodotti. Quella scelta però lo ha fatto ingrassare di 30 chili con tutti i problemi che l’obesità porta con sé. L’uomo ha quindi trascinato la multinazionale in tribunale chiedendone i danni e oggi il giudice gli ha dato ragione: McDonald’s è stata condannata a un risarcimento pari a 50 mila dollari. È successo a Porto Alegre: nei 12 anni da impiegato per McDonald, Zwierzinsky ha dovuto assaggiare gli hamburger varie volte al giorno. "Lo costringevano a provare molti prodotti giornalmente - ha confermato il suo avvocato, Vilson Martins - Ingeriva quantità variabili di panini, hamburger, patate fritte e bibite gassate".

Il precedente Il tribunale regionale del lavoro ha dato ragione all’ex impiegato e ha condannato McDonald’s a pagare 50mila dollari per danni morali, costo del trattamento contro l’obesità, e danni estetici. Non è la prima volta che McDonald’s viene messa sul banco degli imputati. Nel 2002 due ragazze statunitensi citarono in giudizio la catena di fast-food: "se siamo obese è colpa sua", sostennero davanti ai giudici. La difesa della corporation puntò sul fatto che non c’erano prove che un’alimentazione basata esclusivamente o principalmente sui fast-food avesse effetti simili.

Il documentario denuncia Per contrastare quest’osservazione, il regista statunitense Morgan Spurlock, vegetariano convinto, decise di diventare la cavia di un esperimento: un mese di solo cibo McDonald’s, il tutto davanti ad una telecamera 24 ore al giorno. Il risultato divenne un documentario-denuncia dal titolo "Super size me" dove Spurlock ha mangiato solamente cibo di McDonald’s, tre volte al giorno, ogni giorno - interrompendo contemporaneamente ogni attività fisica - e documentando tutti i cambiamenti fisici e psicologici avvenuti. Risultato: in 30 giorni Spurlock è ingrassato di 11 chili, il colesterolo gli è aumentato dal 168 al 230 e il fegato sembrava quello di un alcolista. Gli effetti del documentario sono stati immediati: appena uscito il film, McDonald’s ha ridotto le razioni delle patatine fritte e ha cominciato ad offrire nuovi tipi di menù, anche se la catena di hamburger ha negato che i cambiamenti siano stati motivati dal documentario.