Brasile, il "no" di Lula all'estradizione di Battisti Berlusconi assicura: "La vicenda non è chiusa"

Battisti resterà in Brasile come immigrante. Berlusconi: &quot;L'Italia farà valere i suoi diritti in tutte le sedi&quot;. Napolitano: &quot;Incomprensibile&quot;. La Farnesina richiama l'ambasciatore. Frattini: &quot;A rischio la ratifica del trattato&quot;. <strong><a href="/interni/calderoli_inaudito_ora_intervengano_premier_e_colle/31-12-2010/articolo-id=497028-page=0-comments=1">L'indignazione della politica</a></strong>: inaudito. I parenti delle vittime:<strong> <a href="/interni/torregiani_ora_lasciamo_fioretto_e_impugnamo_spada/torregiani-battisti-brasile/31-12-2010/articolo-id=497027-page=0-comments=1">&quot;Lula complice&quot;</a></strong>

Il ministro degli Esteri brasiliano Celso Amorim: no all'estradizione dell'ex terrorista italiano. Il governo brasiliano considera "impertinente in particolare nel riferimento personale a Lula" la nota diffusa ieri dal Governo italiano circa il caso Battisti. Lo ha sottolineato il ministro leggendo una nota ufficiale del governo. Amorim ha detto di non ritenere che il presidente Lula si metterà in contatto con le autorità italiane. A una domanda se considera che le decisioni di Brasilia su Battisti possano pregiudicare i rapporti con l' Italia, Amorim ha risposto "non credo". Secondo la nota del governo brasiliano, riportata dal quotidiano Globo online, la decisione di Lula non rappresenta un affronto verso un altro Paese "nel momento in cui si creano situazioni particolari che possono generare rischi per la persona, nonostante il carattere democratico dei due Stati". Nella nota il governo brasiliano esprime quindi il suo "stupore" per la reazione italiana. Amorim ha letto il comunicato del governo di Lula durante un breve punto stampa con i cronisti al Planalto, sede della presidenza brasiliana, dove si trova lo stesso capo dello stato. Per Lula è l'ultimo giorno della sua presidenza, visto che domani ci sarà a Brasilia l'insediamento di Dilma Rousseff. In questa ultima giornata, Lula ha in programma una serie di riunioni, che saranno i suoi ultimi appuntamenti ufficiali. Tra le riunioni, un colloquio con l'avvocato generale dello stato Luis Inacio Lucena Adams, che ieri aveva espresso un parere contrario all'estradizione di Battisti.

L'amarezza di Berlusconi: "Ma vicenda non chiusa" "Esprimo profonda amarezza e rammarico per la decisione del Presidente Lula di negare l'estradizione del pluriomicida Cesare Battisti nonostante le insistenti richieste e sollecitazioni a ogni livello da parte italiana. Si tratta- afferma il presidente del Consiglio in una nota diffusa da Palazzo Chigi - di una scelta contraria al più elementare senso di giustizia". "Esprimo ai familiari delle vittime tutta la mia solidarietà, la mia vicinanza e l'impegno a proseguire la battaglia perché Battisti venga consegnato alla giustizia italiana. Considero la vicenda tutt'altro che chiusa: l'Italia non si arrende e farà valere i propri diritti in tutte le sedi", conclude Berlusconi.

Napolitano: "Decisione incomprensibile" "La decisione del Presidente Lula ha suscitato in me profonda delusione, amarezza e contrarietà. Gli avevo scritto nel gennaio 2009, illustrandogli ampiamente le circostanze di fatto, e gli argomenti giuridici e politici, che chiaramente militavano per la concessione dell'estradizione di Cesare Battisti; gli riproposi tutti i termini della questione-spiega Napolitano in una nota - incontrandolo a L'Aquila in occasione del G8 e ricavai da quell'incontro motivi di fiducia nella comprensione, da parte brasiliana, delle ragioni dell'Italia". "A maggior ragione, mi appare incomprensibile la decisione, le cui motivazioni appaiono tanto infondate quanto insensibili alle garanzie dell'ordinamento giuridico e alla tradizione democratica del nostro paese. Non mi resta che confidare in una seria considerazione, nelle competenti sedi brasiliane, delle nuove istanze che saranno prodotte dalle autorità italiane ; e rivolgere un pensiero addolorato- conclude il Capo dello Stato- alle vittime dei crimini di Battisti come di tutte le vittime del terrorismo".

Frattini: "Motivazioni inaccettabili" Il ministro degli Esteri Franco Frattini e la Farnesina esprimono "il più vivo sconcerto e la profonda delusione per una decisione insolita rispetto alla stessa prassi istituzionale brasiliana, che contraddice i principi fondamentali del diritto e offende i familiari e la memoria delle vittime dei gravissimi atti di violenza commessi da Cesare Battisti". Lo sottolinea una nota spiegando che "tanto più incomprensibili ed inaccettabili agli occhi del governo italiano e di tutti gli italiani appaiono le modalità dell' annuncio e il riferimento, nelle motivazioni della decisione, al presunto aggravamento della situazione personale di Battisti". "Esprimo profonda amarezza e rammarico per la decisione del Presidente Lula di negare l'estradizione del pluriomicida Cesare Battisti nonostante le insistenti richieste e sollecitazioni a ogni livello da parte italiana. Si tratta- afferma il presidente del Consiglio in una nota diffusa da Palazzo Chigi - di una scelta contraria al più elementare senso di giustizia". "Esprimo ai familiari delle vittime tutta la mia solidarietà, la mia vicinanza e l'impegno a proseguire la battaglia perché Battisti venga consegnato alla giustizia italiana. Considero la vicenda tutt'altro che chiusa: l'Italia non si arrende e farà valere i propri diritti in tutte le sedi", conclude Berlusconi.

La Farnesina richiama l'ambasciatore La Farnesina si appresta a richiamare a Roma l'ambasciatore d'Italia in Brasile, Gherardo La Francesca per consultazioni. "Il ministro Frattini ha deciso di richiamare a Roma l'ambasciatore la Francesca per consultazioni volte a definire il percorso dell'azione giudiziaria del governo italiano in difesa delle proprie legittime aspettative basate sul Trattato bilaterale di estradizione e sulla sentenza del Tribunale Supremo brasiliano". E' quanto si legge in un comunicato sul caso Battisti.

"Lavoriamo contro la scarcerazione" Il governo italiano punta a "utilizzare immediatamente tutti i possibili margini offerti dall'ordinamento giuridico brasiliano per ottenere nei tempi più rapidi la sospensione della procedura di scarcerazione di Cesare Battisti". Lo precisa in una nota della Farnesina il ministro degli Esteri, Franco Frattini, spiegando che l'Italia lavorerà per "far sì che il Tsf verifichi l'incompatibilità della decisione presidenziale con la sua stessa precedente sentenza del novembre 2009 che aveva negato i presupposti per la concessione a Battisti dello status di rifugiato". Il caso Battisti - ricorda la nota della Farnesina - è stato in questi anni seguito in Italia da tutte le più alte cariche istituzionali, dalle forze politiche e parlamentari e dall'opinione pubblica, con unanime determinazione e piena unità di azione, "mentre la diplomazia italiana, a tutti i livelli e con il più grande impegno e professionalità, si è attivata presso le istanze brasiliane per promuovere i legittimi interessi e le aspettative dello Stato italiano sulla vicenda".

Messaggio alla Rousseff Il Frattini ha chiesto all'ambasciatore italiano di recapitare al nuovo Presidente del Brasile, Dilma Rousseff, al momento stesso del suo insediamento, un messaggio sul caso Battisti. Un messaggio in "cui si fa stato della ferma determinazione del governo italiano ad esperire tutte le possibili vie legali per ottenere l'estradizione in Italia di Battisti, nonché - si legge nella nota - il nostro forte auspicio affinché il nuovo Presidente possa rivedere la decisione del suo predecessore ed uniformarsi alla sentenza del Tribunale Supremo Brasiliano". 

Ratifica del trattato Italia - Brasile a rischio "Questo non è un clima favorevole per ratificare a Gennaio" il Trattato tra Italia e Brasile che era stato raggiunto prima dell'estate scorsa. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini parlando a Sky Tg24. Difesa, infrastrutture, trasporti, energia, agroindustria: questi i principali settori in cui Italia e Brasile, lo scorso giugno hanno dato vita ad una serie di accordi bilaterali. Un vero e proprio dossier economico che però include anche un protocollo di collaborazione culturale, uno per il turismo e uno per la cooperazione in materia dello sport. Accordi dal valore di circa 10 miliardi di euro che, come disse il premier in visita a San Paolo 6 mesi fa, permetterebbero alle imprese italiane "di aiutare il miracolo economico brasiliano". L'intesa bilaterale, che dovrebbe essere ratificata dall'Italia nel febbraio prossimo, include anche formazione industriale e ricerca e la possibilità, per le aziende italiane, di intervenire nella costruzione di nuove strutture sportive legate ai prossimi appuntamenti che vedranno il Brasile protagonista con i mondiali di calcio del 2014 e con le Olimpiadi a Rio de Janiero del 2016.

Alfano: Lula incrina trattati e accordi Il ministro della Giustizia Angelino Alfano esprime "profondo rammarico" per la decisione assunta dal presidente Lula. "Il ministero della Giustizia - afferma Alfano in una nota - si è sempre mosso nella cornice disegnata dal diritto romano secondo cui 'Pacta sunt servanda'. Purtroppo, questo alto principio di legalità, che non è nelle disponibilità di alcuno, é stato gravemente ignorato, incrinando così la credibilità e l'efficacia delle leggi e dei trattati internazionali". In particolare "non si comprende per quale ragione il presidente Lula eccepisca l'articolo 3 del Trattato bilaterale, secondo il quale ci potrebbe essere un aggravamento della condizione personale dell'estradando che, nel caso in esame, è stato regolarmente condannato dalla giustizia italiana perché colpevole di efferati omicidi".

La Russa: decisione offensiva "La peggiore previsione si è realizzata", ma l'Italia "non lascerà nulla di intentato" affinché il Brasile "receda da questa decisione ingiusta e gravemente offensiva". Lo dice il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, commentando con l'ANSA l'annuncio del Brasile di negare l'estradizione L'annuncio "arriva in un momento - afferma La Russa - in cui il mio pensiero è concentrato sul nuovo lutto in Afghanistan, dove oggi è caduto un altro militare italiano". Tuttavia, "questo non mi impedisce di dire - aggiunge - che nulla resterà intentato sul piano giuridico e su qualunque altro aspetto consentito dalla legge, affinché il Brasile receda da questa decisione, per fortuna non definitiva, che oltre ad essere ingiusta e gravemente offensiva dell'Italia, lo é soprattutto della memoria delle persone assassinate e del dolore dei familiari di tutti coloro che hanno perso la vita per responsabilità dell'assassino Battisti".

"Resterà come immigrante" Battisti resterà in Brasile come immigrante, non come rifugiato o come esiliato politico. E al Supremo Tribunale Federale non spetta più prendere decisioni sul caso ma solo emettere il documento di scarcerazione. Lo ha riferito un portavoce del governo a Brasilia citato dalla stampa brasiliana. "Spetterà ora al Stf emettere l'ordine di scarcerazione di Battisti, detenuto nel penitenziario della Papuda a Brasilia", ha detto ancora la fonte. "La decisione del Supremo può essere monocratica, firmata dal suo presidente Cezar Peluso, o del plenario. Se Peluso opta per la riunione del plenario, la liberazione avrà luogo solo in febbraio, perche il Stf adesso é in pausa estiva. Ma la decisione monocratica invece può essere firmata in qualsiasi momento". Dal momento che il Supremo Tribunale Federale ha invertito all'inizio del 2009 la sentenza di rifugiato emessa dall'allora ministro della giustizia Tarso Genro, la decisione del presidente Luiz Inacio Lula da Silva si limita a non concedere la sua estradizione in Italia. Per questo l'ex terrorista si trasformerà in immigrante in Brasile e ha bisogno si presentare una richiesta di visto presso il ministero del lavoro. Avendo Lula deciso per la sua permanenza nel paese, la concessione del visto è praticamente automatica. A partire dalla concessione di questo visto, Battisti potrà richiedere la carta d'identità, il permesso di lavoro e il passaporto brasiliano. Potrà anche andare all'estero quando lo desidera.

Il ministro Mello: va scarcerato subito Per il ministro del Supremo Tribunale Federale, Marco Aurelio Mello, "Cesare Battisti deve essere scarcerato immediatamente". "La prigione di Battisti è stata decisa a suo tempo dal Supremo per veicolare la sua estradizione, dopo la decisione della Corte, che è stata semplicemente verbale, di convalidare la richiesta di estradizione del governo italiano", ha detto Mello alla tv Globo, che ha aggiunto: "Apartire dal momento in cui questa estradizione è stata revocata, non c'é più motivo che Battisti resti in carcere".

L'Italia ricorrerà al Supremo Tribunale federale "La repubblica italiana, con il dovuto rispetto alle istituzioni brasiliane, farà ricorso al Supremo Tribunale Federale contro la pratica di un atto evidentemente illegale ed abusivo". Lo ha detto oggi l'avvocato brasiliano del governo italiano, Nabor Bulhoes, all'Agencia Brasil. L'avvocato ha spiegato che "nel contesto in cui il Supremo Tribunale Federale ha respinto il rifugio e ha concesso l'estradizione, lo stesso ha competenza costituzionale, che è privatamente sua, mentre restava solo al presidente Lula di rispettare il trattato di estradizione bilaterale". Secondo Bulhoes il trattato deve essere rispettato perché "internamente al Brasile è una legge federale speciale, e internazionalmente è fonte di diritto internazionale".

L'opposizione brasiliana contro Lula "Spero che la presidente Dilma Rousseff avrà la sufficiente indipendenza da Lula" e sia pronta a "rispettare la decisione del Supremo Tribunal Federal", che un anno fa si è detto favorevole all' estradizione di Cesare Battisti in Italia: lo ha sottolineato il capogruppo al Senato del partito conservatore Democratas, oppositore al presidente Lula. "Il presidente lascia nel suo ultimo giorno di governo un'eredità negativa, che porta ad una frattura dei buoni rapporti secolari tra Italia e Brasile. Egli ha offeso la società italiana, che vuole solo vedere un terrorista compiere la condanna che gli è stata inflitta", ha detto Maia all'ANSA. Il "no" all'estradizione di Battisti, ha concluso il parlamentare, rappresenta di fatto "un'intromissione negli affari interni dell'Italia basata su ragioni ideologiche".

Bossi: presidente di sinistra salva uno di sinistra "Un presidente di sinistra ha salvato un uomo di sinistra". Così Umberto Bossi ha brevemente commentato la decisione del capo di Stato Brasiliano. Bossi, che si trova in vacanza a Ponte di Legno, lo ha detto dopo un brindisi con una trentina di militanti del Carroccio che questa sera, come di consueto, sono andati al Castelletto per fargli gli auguri di buon anno con una fiaccolata.

La posizione del governo che non è piaciuta a Lula Il governo italiano si è attivato con determinazione e chiarezza durante l’ultimo anno e mezzo, con il consenso unanime di tutte le forze politiche, per ottenere l’estradizione in Italia di Battisti, il pluriomicida condannato in via definitiva attualmente detenuto in Brasile. Proprio nelle ultime ore il Governo ha continuato a insistere nella richiesta di estradizione, peraltro accolta dal Supremo Tribunale Federale del Brasile e rimessa per l’attuazione a Lula e si riserva di esprimere le proprie valutazioni dopo l’annuncio ufficiale della decisione. "Tuttavia - spiega Palazzo Chigi - in questo momento delicato alcune informazioni fanno ritenere che nella possibile motivazione della decisione di Lula vi possa essere il riferimento all’articolo 3 comma F del Trattato di estradizione, e quindi al presunto aggravamento della situazione personale di Battisti". In questo caso, il governo italiano fin d’ora intende dichiarare che "considera incomprensibile e inaccettabile nel modo più assoluto siffatto riferimento e la relativa decisione. Lula dovrebbe allora spiegare tale scelta non solo al Governo, ma agli italiani tutti e in particolare alle famiglie delle vittime e a un uomo ridotto su una sedia a rotelle".