A Budapest morì il comunismo Ma i comunisti sono ancora vivi

La repressione della rivolta ungherese fu l'inizio della fine dell'impero sovietico

La rivolta di Budapest del 1956 fu la prima grande crepa nel muro eretto a difesa dell'impero costruito, passo dopo passo attraverso l'instaurazione delle democrazie popolari, dal comunismo. Quei dodici giorni che sconvolsero le sorti dell'Ungheria e che commossero il mondo occidentale furono l'evento che, come avrebbe poi detto Richard Nixon, segnò «l'inizio della fine dell'impero sovietico». La sanguinosa repressione sovietica dell'eroica sollevazione ungherese ebbe effetti disastrosi per l'immagine dell'Urss. Il filosofo marxista Jean-Paul Sartre dovette ammettere che, dopo i massacri di Budapest, «mai in Occidente i comunisti si erano trovati così isolati» dopo un periodo che aveva visto i russi «in vantaggio quasi in ogni campo» al punto che «sembrava che sarebbero usciti vincitori dalla Guerra fredda».

Le giornate di Budapest non erano piovute dall'alto. All'inizio di giugno di quello stesso anno, il 1956, il New York Times aveva reso noto il discorso pronunciato da Kruscev pochi mesi prima al XX congresso del Pcus: il cosiddetto «rapporto segreto» che denunciava i crimini dello stalinismo e condannava il culto della personalità. Poi, qualche tempo dopo, c'erano state, prima, la rivolta di Poznan che aveva assunto presto il carattere di una manifestazione anti russa e, poi, le giornate dell'ottobre polacco che si erano concluse con il ritorno al potere di Wladislaw Gomulka, a suo tempo destituito da Stalin con l'accusa di deviazionismo ideologico, e che avevano finito per avallarne l'immagine non tanto di un dirigente comunista riformista, quanto piuttosto di un leader nazionale il cui avvento significava la fine dello stalinismo.

La cosiddetta «destalinizzazione», insomma, era già divenuta una realtà. Su che cosa sia stata davvero la «destalinizzazione» ha scritto pagine illuminanti François Furet nel suo capolavoro storiografico intitolato Il passato di un'illusione. L'idea comunista nel XX secolo (1995) che rimane tuttora un testo imprescindibile per comprendere la dinamica e l'esito fallimentare dell'utopia rivoluzionaria in tutte le sue manifestazioni. Ha scritto, dunque, Furet: «La destalinizzazione non è né una filosofia, né una strategia, né un'idea, né un programma. Il termine non ha avuto e non ha che un potere di dissoluzione, un potenziale di disordine. Come riesame del passato ha messo in causa l'ideologia e il terrore, le due risorse del regime sovietico». E ha concluso affermando che «il bilancio di quell'anno capitale nella storia del comunismo è duplice: inizio della disgregazione del blocco e fine del mito unitario di cui esso era portatore». In effetti, l'insurrezione di Budapest mostrò appieno il fallimento del progetto politico di Kruscev che, attraverso la «destalinizzazione», puntava, come ha osservato ancora Furet, a «rafforzare l'autorità morale dell'Unione Sovietica» e, attraverso la «coesistenza pacifica», a fare dell'Urss il «centro della dinamica di progresso destinata a ridurre come una pelle di zigrino la parte del mondo rimasta sotto il giogo dell'imperialismo». La denuncia dei crimini di Stalin, infatti, estese «il sospetto dall'accusato all'accusatore» mentre l'affievolirsi della minaccia bellica privò la centralizzazione di una delle sue principali motivazioni.

La storia delle eroiche giornate di Budapest è una storia epica scritta con il sangue da operai e studenti i quali, insieme a donne e intellettuali, imbracciarono i fucili per riconquistare la libertà e il cui sogno fu brutalmente interrotto dai carri armati sovietici, di un regime cioè che, nonostante la «destalinizzazione», conservava intatta la sua essenza criminale. Essa, tuttavia, è anche una storia che rivela le ambiguità degli Stati Uniti (e, più in generale, dell'Occidente), che solo a parole furono solidali con i rivoltosi e che, in nome della ragion di Stato e del realismo politico, si preoccuparono di non alterare il fragile equilibrio dei rapporti con Mosca. Negli stessi giorni nei quali gli eroici insorti ungheresi si sacrificavano sulle barricate in nome di una libertà da conquistare, in un'altra calda area geopolitica era scoppiata la crisi di Suez: Nasser aveva nazionalizzato la Compagnia del canale, le truppe israeliane intervennero insieme a quelle inglesi e francesi, ma gli americani ne imposero il ritiro di fronte alla minaccia di un intervento sovietico nella zona. L'ombra della guerra del canale - che sanzionò la fine dell'eurocentrismo, la consacrazione del bipolarismo Usa-Urss e la riduzione delle potenze europee al rango di potenze regionali - si proiettò, così, in un cinico e opportunistico do ut des, sulla rivolta di Budapest lasciando soli, al loro destino, gli ungheresi. Tuttavia il sacrificio degli insorti non fu vano. Non solo aprirono gli occhi molti intellettuali comunisti europei ma cominciò a rafforzarsi, nelle coscienze di milioni di individui oppressi dalle democrazie popolari, quell'anelito di libertà che avrebbe portato, passando per la Primavera di Praga e per Solidarnosc, alla caduta del muro di Berlino e alla fine dei regimi basati sul cosiddetto socialismo reale.

Sotto questo profilo, le eroiche giornate di Budapest costituiscono ancora oggi un monito: se è vero, infatti, che il comunismo storico è finito è anche vero che l'utopia rivoluzionaria, come l'araba fenice, può sempre risorgere, sotto altre spoglie, dalle sue ceneri.

Commenti

Martinico

Dom, 23/10/2016 - 10:36

Nel mondo chi l'ha avuto lo rifugge... Noi dopo questa bella esperienza cosa pensiamo di fare?

VittorioMar

Dom, 23/10/2016 - 11:15

...e fanno ancora "DANNI", mentre i russi e i Paesi satelliti si sono "MODERNIZZATI"!!

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theBLACKHAWK

Dom, 23/10/2016 - 11:40

onore a quei ribelli anti-comunisti. ma purtroppo mentre l'ungheria e gli stati ex-urss hanno imparato la lezione sulla propria pelle a vivere nello stalinismo,cui in occidente si continua a chiudere gli occhi e ignoare il passato,la sinistra buonista tollera il comunismo come libera scelta noncurante che fino ad ora è stata l'ideologia più violenta e pericolosa di tutte. dei fatti ungheresi non se ne parla mai ne a scuola,ne in tv,si rispolverano sempre i fatti triti e ritriti dell'olocausto e quasi niente si dice sui crimini dei rossi,certamente per agenda politica.

Ritratto di Tutankhamon

Tutankhamon

Dom, 23/10/2016 - 12:08

In Ungheria, dal 24 luglio 2010, commette reato chiunque neghi, metta in dubbio o minimizzi in pubblico i crimini commessi contro la popolazione dal regime socialista e comunista. Dall' 1 gennaio 2013 è vietato l'uso pubblico di denominazioni legate ai regimi autoritari del XX secolo ricomprendenti il regime fascista guidato da Ferenc Szallasi (1944-1945) e il periodo socialista (1948-1990). In particolare, è fatto divieto di utilizzare “il nome delle persone che hanno giocato un ruolo di primo piano nella fondazione, sviluppo o mantenimento di regimi politici autoritari del XX secolo, o parole ed espressioni o nomi di organizzazioni che possono essere direttamente collegate ai regimi politici autoritari del XX secolo”.

Cheyenne

Dom, 23/10/2016 - 12:11

SOLO DA NOI ESISTONO I COMUNISTI

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salrandazzo

Dom, 23/10/2016 - 12:34

@Martinico, non è che in Italia ci sia questa grande abbondanza di comunisti.... a meno di voler chiamar comunisti tutti quelli che non sono di dx.... Ma sarebbe come chiamar vino tutto quel che non è acqua.

idleproc

Dom, 23/10/2016 - 13:12

Rivoluzione? Hanno preso partendo dal "patriot act" e tutti gli altri aspetti legislativi e organizzativi e tecnici come anche la mercenarizzazione dei sistemi di sicurezza e militari, tutte le precauzioni che potevano prendere. Sono le stesse teste che hanno gestito la cosiddetta globalizzazione, la geopolitica e la cosiddetta crisi finanziaria. I tempi, scorsi a ritroso, la dovrebbero dire lunga, anche le false flag usate e la propaganda. Sono invece riusciti a creare le condizioni di una Rivoluzione, non rivolte con teleguida, Le Rivoluzioni implicano un cambiamento radicale partendo dal sistema di proprietà. Come con quella Borghese. Dimenticata? E' già superato il punto di non ritorno. Spero di non esserci, essendo un conservatore non mi piace il casino. Vinceranno i buoni, probabilmente, non so per far cosa ma vinceranno.

ESILIATO

Dom, 23/10/2016 - 14:36

Volete ricordare a Napolitano che oggi e' il 23 Ottobre e' il 60 anniversario della rivolta di Budapest contro l'oppressione russa e l'inizio del calvario del Cardinale Jozsef Mindszenty. Riflettiamoci e non dimentichiamo la dignita e coraggio di quel popolo che a mani nude si scaglio contro i carri armati Russi applauditi da NAPOLITANO e tutta la intelighenzia comunista del tempo.

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jasper

Dom, 23/10/2016 - 15:22

Il comunismo è morto. I comunisti rimasti vagano qua e la come Zombi. Sono praticamente dei morti viventi e non Hanno più nulla da dire. Non se ne rendono neppure conto. Come i Fascisti anche loro sono dei nostalgici di un'epoca che non tornerà mai più.

Ritratto di orione1950

orione1950

Dom, 23/10/2016 - 15:50

@salrandazzo, a me risulta che tutti quelli del pd che erano ds, sono ancora dei comunisti. Aver cambiato il nome da pci a pds e poi ds, confluiti nel pd, non significa aver cambiato ideologia i cui effetti si vedono con i provvedimenti e le proposte che fanno in parlamento. Io li definisco e li chiamo comunisti perché tali sono fino alla prossima generazione cabiando, forse, ancora il nome del partito.

Ritratto di ALBACHIARA333

ALBACHIARA333

Dom, 23/10/2016 - 15:51

PURTROPPO SI E VEDIAMO ANCHE LE CONSEGUENZE DEL LORO LAVORO

mariolino50

Dom, 23/10/2016 - 16:58

orione1950 Infatti il jobact è intriso di comunismo, oppure rende tutti i lavoratori precari e licenziabili come voleva da anni la confindustria, e il resto è simile. Non conta cambiare il nome, contano i fatti, e quelli NON sono di sinistra detto da uno che ci credeva.

peter46

Dom, 23/10/2016 - 17:13

jasper...escludendo o includendo i vari Borghezio,Gasparri,Matteoli...solo fra i più ricordabili,per quanto riguarda i secondi?

Ritratto di alasnairgi

alasnairgi

Dom, 23/10/2016 - 17:30

I comunisti??? Non sono scomparsi, in Italia ci sono ancora sotto altra denominazion e fanno ancora danni!

nerinaneri

Dom, 23/10/2016 - 17:31

...chiisà che ne pensano a reggio emilia, per esempio...

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Dom, 23/10/2016 - 17:35

Il comunismo è morto nel mondo nel 1989, dopo 72 anni di inferno, lutti e carestie perpetrate nel mondo. Quando soo caduti quei muri che gli stessi hanno tenacemente tenuto in piedi, uccidendo chiunque volesse distruggerli o semplicemente fuggire. Ora hanno cambiato opinione, non vogliono che gli altri alzino i muri, ma non quelli per far uscire la gente, ma quelli per non farli entrare. Rimangono poche unità di tali comunisti invasati: la quasi totalità degli abitanti della Corea del Nord (per coercizione), al secondo posto l'Italia con un buon 30 % della popolazione, aiutati dai catto (da qui il nome cattocomunisti, sono ormai un tuttuno come testa).

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Dom, 23/10/2016 - 17:37

Da noi i sostenitori di quello che fu a Budapest, non li abbiamo nemmeno condannati, ma abbiamo dato loro un lauto stipendio per 70 anni.

DIAPASON

Dom, 23/10/2016 - 17:42

Se lo stato tassa in maniera iniqua le Tue fatiche e di questi denari in parte li ruba per mantenere I parassiti di stato e in parte li distribuisce in maniera indiscriminata a chi non ne ha diritto; QUESTO SI CHIAMA SOCIALISMO REALE DI STAMPO SOVIETICO camuffato dal peggior liberismo, perche'uno ha bisogno dell'altro per sopravvivere.

Ritratto di salrandazzo

salrandazzo

Dom, 23/10/2016 - 17:50

@Orione: applicando il suo medesimo principio dovrei dire che buona parte della nomenklatura russa, a partire dallo stesso Putin, è comunista perché era stata comunista. E nel caso di Putin possiamo dire che era stato un gran bel comunista, essendo stato Tenente Colonnello del KGB.... In effetti a giudicare da come gestiscono il potere (100 giornalisti scomodi ammazzati sotto il regno (ops, governo) di Putin vien da dire che non hanno cambiato di molto il loro modus operandi....

Ritratto di salrandazzo

salrandazzo

Dom, 23/10/2016 - 17:50

Tutte le potenze imperiali difendono con la forza la loro sfera di influenza. Ai tempi dei fatti citati ero troppo causò piccolo, ma ricordo bene nel 1973 come un'altra potenza imperiale organizzò in Cile un colpo di stato che ufficialmente 3508 morti (2.298 assassinati o giustiziati, 1.210 sparizioni forzate, desaparecidos anche nei voli della morte) e 28.259 vittime di tortura, di persecuzione, esilio forzato o prigionieri politici, per un totale di circa 31.000-32.000 persone vittime a vario titolo del regime, portati a 40.018 tra morti e perseguitati, secondo un computo del 2011. Il tutto fu coraggiosamente approvato dalla destra italiana di allora. Il senso di "appartenenza" ci porta ad approvare i misfatti più atroci, se commessi dai "nostri amici". Vale però la pena di ricordare che molta sinistra italiana (manifesto dei 101) si staccò dalla linea dei PCI di allora. Gente che ragionava con la propria testa.

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jasper

Dom, 23/10/2016 - 19:24

@orione. Hai Ragione. Sono e rimangono comunisti, ma come Zombi sono abbarbicati ad un'idea fallimentare che è fallita dppertutto. Provino questi tizi-zombi ad andare a parlare di Comunismo nei Paesi dell'ex Patto di Varsavia, Russia compresa. A calci nel culo verrebbero rispediti via in men che non si dica. Dovranno farsene una Ragione. Sarà dura , ma non Hanno alternative. Con i fuochini di paglia d'un comunismo 'ribollito' non vanno da nessuna parte.

Ritratto di ezekiel

ezekiel

Dom, 23/10/2016 - 19:28

3a VOLTAAAAAAAAA! Martinico 10:36 - Noi abbiamo Napolitano, Renzi, Boldrini, Boschi, Cirinnà, Dalema, Bertinotti, Bersani, elkid, Pontalti, lorenzovan, pravda 99, Sniper, conviene, Dreamer_66, Omar El Imbecil, ecc ecc ecc. Faccia un po' lei...

Ritratto di ezekiel

ezekiel

Dom, 23/10/2016 - 19:29

"Abbiamo ricevuto il suo commento, grazie" un corno Giornale.

fisis

Dom, 23/10/2016 - 19:34

Il comunismo è morto, per fortuna, ma risorge sotto altre spoglie, in particolare in Italia, un suo ibrido mostruoso e non meno pericoloso, in ogni caso liberticida e illiberale: il catto-comunismo. Ovvero il miscuglio di dottrina cattolica con terzomondismo, ecologismo estremistico e, al fondo, ideologia marxista.

giovanni PERINCIOLO

Dom, 23/10/2016 - 22:49

Qualcuno informi il nostalgico re giorgio!

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Lun, 24/10/2016 - 00:17

Il problema non riguarda i comunisti che sono rimasti tali, mascherandosi da democratici, cambiando semplicemente la sigla del PCI in quella del PD. Il vero problema sono tutti gli allocchi italiani, dagli industriali fino al più semplice dei cittadini, che credono a questa fiaba per bambini del cambiamento comunista.

Ritratto di jasper

jasper

Lun, 24/10/2016 - 10:42

@fisi: Il catto-comunismo è una pianticella avvizzita che non può attecchire. Non può attecchire perchè basata su due Ideologie fantasmagoriche senza capo nè coda completamente inventate da ciarlatani e vendifumo: il Cristianesimo e il Marxismo. Tutta aria fritta.

fisis

Lun, 24/10/2016 - 12:19

@Jasper A mio parere lei fa un po' confusione, oppure mi ha frainteso. Io parlavo del cattocomunismo come un ibrido mostruoso, un po' un prodotto alla Fankenstein in campo politico. Viceversa, il Cristianesimo allo stato "puro" non ė un'ideologia ma una fede religiosa pienamente legittima e bella. Personalmente, perfino se fossi ateo, non potrei che essere d'accordo con Benedetto Croce: "non possiamo non dirci cristiani".

fisis

Lun, 24/10/2016 - 12:19

@Jasper A mio parere lei fa un po' confusione, oppure mi ha frainteso. Io parlavo del cattocomunismo come un ibrido mostruoso, un po' un prodotto alla Fankenstein in campo politico. Viceversa, il Cristianesimo allo stato "puro" non ė un'ideologia ma una fede religiosa pienamente legittima e bella. Personalmente, perfino se fossi ateo, non potrei che essere d'accordo con Benedetto Croce: "non possiamo non dirci cristiani".

Ritratto di jasper

jasper

Lun, 24/10/2016 - 17:50

@Fisis: Ideologia o fede religios. Se non è zuppa è pana bagnato. Sempre qualcosa basato sul nulla, su superstizioni e favole prive di qualsiasi fondamento. Per me vale la teoria dell'evoluzionismo e ciò che ha scritto Darwin. Il resto sono favole per i semplicotti e gli ignoranti. Ciò che conta è la scienza. Le religioni (tutte) sono solo antichi monumenti alle superstizioni, all'ignoranza e alla ferocia. Le moderne religioni sono solo antiche follie ringiovanite. Siccome il Comunismo è ideologia e religione al tempo stesso, non poteva che sfondare presso menti ottenebrate e ritardate con ciò avvicinandosi automaticamente al Cristianesimo.

Ritratto di jasper

jasper

Lun, 24/10/2016 - 20:10

@Salrandazzo.In Cile ci fu la presa del potere della destra per eliminare la Sinistra che a sua volta aveva preso il potere con la forza stile Castro. L'eliminazione di alcuni oppositori dopo rientra nel normale processo fisiologico di successione di un potere radicale all'altro a sua volta radicale. In Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale successe la stessa cosa, ma a parti contrapposte. Tutto il Mondo è paese.

fisis

Lun, 24/10/2016 - 20:12

@jasper. Mi sforzo di essere un seguace di Gesù (tra molte contraddizioni, lo ammetto) e aderente al Cristianesimo. Non ritengo di avere la mente ottenebrata o di essere ritardato. Certamente rifuggo da un atteggiamento scientista, in quanto penso che la scienza, che ritengo importante e necessaria per il progresso materiale dell'umanità, non potrà mai esaurire i bisogni spirituali dell'Uomo che si collocano in una sfera inaccessibile alla scienza stessa, a un livello metafisico, ovvero, in senso letterale, al di là della portata della fisica.