Le bugie di Prodi sull’energia

Franco Battaglia

Mario Giordano, di cui tutti apprezziamo la verve giornalistica, chiede chiarezza a quelli dell’Unione e nel fondo del 22 marzo li ha invitati a dire apertamente se immergeranno o no le mani nelle nostre tasche. Capisco che la domanda è retorica, ma forse non è il momento di far retorica, né tanto meno di scherzare. Deve essere chiaro e inequivocabile che, col programma di sperperi dichiarato, i «prelievi» saranno cospicui.
Tanto per dire: interromperanno il programma del Ponte sullo Stretto, cui conseguirà il pagamento di miliardi di euro per risarcimenti e penali alla società che si è aggiudicata la gara per la realizzazione dell’opera. Indovinate un po’ da dove prenderanno quei miliardi. I soldi che il governo uscente intenderebbe spendere per costruire il Ponte e lasciare così una grande eredità alle future generazioni, l’Unione li spenderebbe per non costruirlo.
Oppure: per proteggerci dai tumori da elettrosmog progettano di interrare i cavi delle linee di trasmissione elettrica. Costo: 50 miliardi di euro. Ci provarono già 5 anni fa, ma si oppose l’oncologo Veronesi, cui avevano dato l’incarico di ministro alla Salute, che provò a spiegargli che l’elettrosmog non esiste. Ci riprovarono 2 anni dopo, organizzando un referendum che la gente snobbò perché aveva deciso di ascoltare Veronesi e non Pecoraro Scanio o Di Pietro. Se vinceranno le elezioni gli basterà un’ordinanza ministeriale per cambiare dagli attuali 3 ai fatidici 0,3 i microtesla «legali» di campo magnetico e... puff! come per incanto ci troveremo nelle bollette dell’energia elettrica la voce «elettrosmog», che servirà a recuperare quei 50 miliardi per affrontare quello che per Prodi è il problema elettrico del Paese.
Il problema elettrico del Paese è invece un altro: la sicurezza di approvvigionamento energetico. Problema che verrà da Prodi aggravato visto che ha deciso di spendere il nostro denaro per spremere energia da un sole renitente ad erogarla. Quanto denaro? Beh, per soddisfare il 10% dei nostri consumi elettrici coi pannelli fotovoltaici, bisogna spendere più di 200 miliardi di euro (e mi tengo basso). Indovinate un po’ da dove prenderà quei miliardi (4.000 euro a testa, neonati compresi).
Di quei 200 miliardi potrebbe risparmiarne 190 se nel sito di Caorso si installassero 4 reattori nucleari nuovi di zecca, e Prodi non ha replicato. O meglio, ha preferito buttarla in politica: «Seguo la politica europea, e in Europa non si costruiscono nuove centrali nucleari». Per forza, le hanno già. E poi non è neanche vero.
La verità è che 2 reattori nucleari da 1600 mw sono in costruzione, uno in Finlandia e l’altro in Francia. Lo scorso 5 gennaio Chirac ha annunciato l’espansione del programma nucleare francese, che comprende anche un reattore di IV generazione entro il 2020. La Gran Bretagna prevede di installare tra 6 e 8 nuovi reattori e la Russia ne sta costruendo diversi. Persino l’Iran ne sta costruendo due. E un altro di IV generazione sarà completato in Sudafrica entro il 2012. Il Giappone prevede 5 nuovi reattori nucleari per il 2010; e la Cina 30 per il 2020, 60 per il 2030 e fino a oltre 200 per il 2050.
Come pure non vero, cioè bufala, è il proposito di Prodi di voler «elevare agli indici tedeschi» la produzione d’energia elettrica italiana da fonti rinnovabili. È una bufala perché dell’energia elettrica che la Germania produce, il 9% è da fonti rinnovabili, mentre l’Italia è a quota 18%: l’Italia ha raggiunto, anzi doppiato, la Germania, e da un pezzo.
Evidentemente Prodi - se dovesse vincere le elezioni - dirà che sarà stato un suo traguardo, raggiunto nottetempo tra il primo e il secondo giorno di legislatura.
Ancora più evidente è che a Prodi deve apparire quasi evanescente la differenza tra la verità e la menzogna; esattamente così come gli è evanescente la differenza tra spendere miliardi per costruire il Ponte sullo Stretto e spenderne altrettanti per non costruirlo.