Bunker sul Gottardo diventa una cittadella per turisti

A duemila metri di altezza nella ex postazione militare nasceranno un centro termale e uno spazio espositivo. Progetti per altri alberghi

Elisabetta Pisa

Trecentocinquanta fortificazioni costruite a metà del Novecento sul San Gottardo, tra i Cantoni Ticino e Uri. Un labirinto sotterraneo inimmaginabile, soprattutto perché si parla della neutrale Svizzera, che ha ormai perso la sua funzione originaria di difesa, ma che potrebbe essere riconvertito a fini turistici, diventando una vera e propria cittadella sotto terra per viaggiatori in cerca di sistemazioni stravaganti in luoghi incontaminati. Un progetto ardito, sicuramente, che sta già prendendo corpo. Sotto terra, a duemila metri di altezza, è già spuntato un albergo, la Claustra, che nel 2007 sarà affiancato, a poca distanza, da uno spazio espositivo e da un centro termale. L’anima del «progetto San Gottardo», così come è chiamato, è l’artista svizzero Jean Odermatt, lucernese, 57 anni, laureato in Sociologia ed Etnologia, che da 20 anni ha fatto del massiccio l’oggetto di una ricerca personale nella quale ha riversato tutte le tecniche artistiche che fanno parte del suo bagaglio culturale: dalla fotografia alla land art, fino al teatro sperimentale. Un lavoro che adesso è andato al di là del mondo artistico, sconfinando in un progetto imprenditoriale che può contribuire a rilanciare il Gottardo come zona turistica.
Il massiccio tra Ticino e Uri ha sempre avuto una forte importanza economica, ma anche una rilevanza dal punto di vista simbolico. Posto al centro delle Alpi svizzere, su uno dei principali assi di traffico europei, rappresenta da sempre il punto dove confluiscono masse d’aria, culture, lingue e popolazioni diverse. È inoltre la sorgente d’Europa: qui nascono quattro fiumi (Ticino, Reno, Rodano e Rheuss) che poi scendono verso i quattro punti cardinali. Un paesaggio incontaminato, quello del massiccio del Gottardo, che funge da spartiacque per la Svizzera e il continente europeo. Un luogo un tempo di importanza anche militare. Durante la seconda guerra mondiale, difatti, la Confederazione ha costruito bunker dappertutto. Postazioni di vedetta, rifugi, magazzini, insomma fortificazioni che col tempo hanno perso il loro ruolo. In tutto il Paese se ne contano oltre ventimila, di cui 13.500 dismessi dal 1995. In alcuni casi sono stati trasformati in chalet o stalle. Il Ticino sta invece optando per soluzioni diverse, almeno sul Gottardo.
La vecchia postazione d’artiglieria Sasso da Pigna verrà trasformata in centro espositivo, dove verranno ospitate mostre incentrate sui temi legati al San Gottardo come l’acqua, l’energia, il traffico, il clima, la sicurezza e la storia. Accanto verrà realizzato un centro spa con acque termali sotterranee, che verranno riscaldate con un sistema di termopompe, in modo che il Gottardo venga inserito nei circuiti del turismo del benessere. Due strutture contigue con finalità molte diverse, quasi dissonanti. Una è dedicata all’arte; l’altra è legata alla cura del corpo. «Al Gottardo – precisa Odermatt – sgorga il sette per cento di tutto il volume d’acqua potabile europeo. Qui nascono quattro fiumi, è un posto del tutto particolare, quasi unico al mondo. Vogliamo sfruttare il tema dell’acqua anche come valore a livello corporale, realizzando appunto un centro termale».
La postazione d’artiglieria Sasso da Pigna, che verrà riconvertita con un investimento di sei milioni di franchi, è stata operativa dal 1943 al 1999. Con i suoi 2,4 chilometri di lunghezza e più di 8.000 metri quadrati di superficie, è una delle più grandi costruzioni nell’area del Gottardo. «Alla fine del mese – dice Mauro Chinotti, sindaco di Airolo, il Comune sul cui territorio svetta il San Gottardo sul versante ticinese – verrà presentato il progetto in Municipio. L’apertura è fissata per la primavera-estate del 2007. Tra l’altro Airolo è gemellato con Pavia, dove muore il fiume Ticino. Vogliamo, infatti, rivolgerci anche ai turisti lombardi e far sì che il Gottardo figuri come un tassello dell’offerta turistica elvetica». Come del resto sta già avvenendo con la Claustra, l’albergo poco distante dal Sasso da Pigna, che dispone di 25 stanze e di spazi per seminari per accogliere fino a 300 persone. Un tempo noto come forte per l’artiglieria San Carlo, viene ora scelto da poli universitari per simposi o da aziende per «ritiri» in un luogo particolare, completamente isolato, al riparo anche dal suono dei telefonini, neutralizzati dai cunicoli sotterranei delle ex fortificazioni.