La burocrazia dell’Unire penalizza gli allevatori

Ernesto Cazzaniga*

Alcuni ricorderanno un celebre film degli anni Cinquanta: «Lassù qualcuno mi ama». Parafrasando il titolo, noi allevatori del trotto potremmo dire: «Lassù qualcuno non ci ama». La differenza non è poca perché, tra le altre cose, il film descriveva la storia del pugile Rocky Graziano ed il riferimento era al Padreterno. Nel nostro caso la nostra allusione è al «condominio» Unire, del quale non si riesce a volte a capire cosa accidenti stia succedendo. Veniamo al fatto, anzi ai fatti: è tradizione che per le aste Anact di Settimo Milanese, non si effettuino riunioni di corse al trotto: per tempo, da sempre, noi facciamo il nostro calendario e lo rendiamo noto all'Unire, che non deve programmare riunioni di corse al trotto in quelle occasioni. Salvo, come abbiamo fatto anche quest'anno, di concerto con l'Ente, organizzare nella serale d'esordio delle Aste Selezionate una riunione pomeridiana di corse a Milano San Siro in maniera di favorire l'afflusso di guidatori e proprietari da tutta Italia ed anche dall'estero. All'uscita di questo mio intervento, ieri lunedì e oggi martedì, abbiamo le aste qualificate di Settimo Milanese e non solo alcuni ippodromi di trotto sono in attività, ma addirittura ieri si è corso a Padova ed a Taranto ove si è svolta anche la corsa Tris. Oggi martedì abbiamo due matinée ed una riunione pomeridiana a Milano con inizio alle ore 14,50 con corsa Tris nel mezzo del programma. Per noi era scontato che non si corresse lunedì e martedì, il segretario generale Unire, Franco Panzironi, ha cercato di porre una pezza in extremis al problema, come per le precedenti Aste del Garigliano e lo ringraziamo della sensibilità dimostrata. A questo punto si sono attivati, i soliti mestatori dell'ippica, ben noti a tutti, che hanno strumentalizzato la cosa cercando di farne un casus belli. Noi per nostra parte, dando atto della buona volontà dimostrata dal direttore generale, abbiamo detto: «Lasciamo perdere e non cerchiamo di fare in modo che la pezza diventi peggio del buco». Convenendo di lasciare le cose come malamente erano state congegnate, però inviamo un plauso da parte dell'Anact alle Società di Corse ove si è gareggiato. A questo punto, siamo costretti, nostro malgrado, a chiedere pubblicamente, al responsabile del calendario: ma Lei, non aveva letto la nostra lettera e se non aveva letto la nostra lettera di richiesta, quale grado di sensibilità ha dimostrato nei confronti degli allevatori in sede di programmazione di corse? Mi pare di poter dire che la risposta è una sola; nessuna sensibilità. Oppure, peggio ancora: una scarsa capacità a gestire il delicato ufficio che ricopre.
Questo il primo episodio. Adesso veniamo al secondo. Gli allevatori, agricoltori a tutti gli effetti, si sente affermare molto spesso dal nostro ministro Alemanno, sono al centro dell'Unire ed in definitiva sono il fulcro ed il motivo stesso dell'esistenza dell'Unire. Quindi, dovremmo essere al massimo dell'attenzione e del riguardo da parte dell'Ente e dei suoi dirigenti. Bene, cosi non pare sia assolutamente. De gennaio gli allevatori debbono incassare le loro spettanze relativamente ai premi di qualifica delle leve degli attuali due e tre anni, ed i premi all'allevatore sono fermi al mese di luglio, ora siamo in ottobre, mese nel quale scadono i termini perentori, resi tali da un codicillo regolamentare, per la registrazione dei prodotti 2005, tra cui la liberatoria da parte dello stalloniere (in parole povere il saldo delle monte) spesso cifre anche da capogiro. Cosa andiamo a raccontare se non siamo in grado di provvedere al saldo del tasso di monta? Che gli allevatori aspettano il saldo da parte dell'Unire delle loro spettanze che non hanno ancora ricevuto? Dicono che i soldi ci sono, che i tabulati sono stati elaborati, poi ad un certo momento nell'ufficio del responsabile informatico, tutto si blocca. Vorremmo sapere perché, ne abbiamo diritto. Ci auguriamo vi siano ragioni più che adamantine e serie e non le solite burocratiche e vuote giustificazioni. Ma questi allevatori non erano al centro dell'Unire? Forse abbiamo capito male?
* presidente dell’Anact (Associazione nazionale allevatori cavallo trottatore)