Bus e tram economici, taxi più cari della media

Analisi e visite specialistiche: per la sanità i romani pagano meno dei milanesi. C’è da stropicciarsi gli occhi. Ma lo dice il ministero dello sviluppo economico. Qual è il costo dei servizi nelle 14 principali città italiane? A fare il raffronto è il dossier dal titolo “Costo di cittadinanza nelle città metropolitane nel 2008 e 2009” del ministero. Il 29 luglio a Roma si concluderà in consiglio comunale la maratona del bilancio 2010. La manovra ammonta a 237 milioni. I romani dovranno fare un altro buco nella cinghia per colpa del gigantesco debito (12,4 miliardi) ereditato da Veltroni. Ma a quanto ammontano nella capitale i costi di cittadinanza, dovuti solo per il fatto di vivere in città? E quanto pagano i romani rispetto al resto d'Italia? La famiglia di riferimento è composta da 2 adulti e un bambino di 4 anni, reddito di 36mila euro, casa di proprietà di 80 mq in semi-periferia, consuma 200 mc di acqua, prende il taxi 5 volte all’anno. Nella scorsa puntata abbiamo visto gli asili-nido e la raccolta della spazzatura. Ora vediamo le altre voci. L’anno considerato è il 2009.
Il quadro dei servizi sanitari è complesso. Nel settore farmaceutico l’abolizione del ticket nazionale dà alle regioni ampi margini di autonomia. Nel Lazio, ad esempio, dal 2009 i non esenti pagano un ticket di 4 euro per i farmaci sopra i 5 euro, di 2,5 euro per quelli sotto. Tenendo presente i ticket delle varie regioni, il ministero ha calcolato la spesa standard a carico dei cittadini, in assenza di esenzioni, per una serie di prestazioni erogate dal Servizio sanitario: la prescrizione di 23 farmaci, un codice bianco di pronto soccorso, 2 impegnative per analisi e 2 visite specialistiche (1 cardiologia e 1 ginecologica). E qui c’è una nuova sorpresa. Nel complesso, a parità di prestazioni, il minimo si paga a Trieste (152,34 euro). Il massimo della spesa sanitaria standard non si raggiunge a Roma (249,60 euro) ma a Milano (255 euro). La famiglia-tipo a Roma spende 80 euro all’anno di farmaci, 25 euro al pronto soccorso, 72,30 per le analisi, 72,30 per le visite specialistiche. Quella milanese spende la metà per i farmaci (46 euro, non si paga il ticket), ma molto di più per analisi (92) e visite (92). Ovviamente si parla di sanità pubblica. Quella privata non rientra nel discorso.
Per il trasporto pubblico locale il costo standard comprende l’acquisto di 48 biglietti giornalieri normalizzati a 60 minuti e 10 abbonamenti mensili ordinari. Complessivamente il minimo si paga a Cagliari (282 euro), il massimo a Palermo (515,20). A Roma fra biglietti dell’autobus (38,40) e abbonamento (300) la famiglia-tipo paga oggi 338,40 euro. La stessa somma che pagava nel 2008. La manovra prevede tuttavia che a Roma il biglietto del bus non aumenterà neppure nel 2011.
Il costo del servizio taxi, punto dolente in questi giorni, prende a riferimento una corsa con scatto iniziale, percorso di 5 Km in un giorno feriale, senza chiamata, con 15 minuti di sosta nel traffico. Il raffronto dei valori mostra che Palermo nel 2009 è la città italiana in cui il taxi costa meno (10,97 euro). Venezia è invece la più cara (14,54 euro). A Roma il costo si attesta a 13,33 euro, 20 centesimi sopra la media nazionale: meno che a Genova (13,75), Torino (14,00), Milano (14, 32); più che a Napoli (11,35), Bari (12,00), Cagliari (12,75). Ma questi sono valori standard. A Roma sul tassametro si pagano 0,40 euro per ogni minuto di sosta. Considerato che per fare 5 km nel traffico ci vogliono ben più di 15 minuti, una corsa in taxi equivale a un buon pranzo in pizzeria.
(2/continua)