C’è Lapo oltre il fragile muro della Sparkling

«Essere indipendenti significa scrivere la propria storia ogni giorno», recita uno degli slogan dell'Italia Independent, il marchio curato da Lapo Elkann, rampollo di casa Agnelli: abbigliamento e accessori esclusivi di stile e produzione italiana. E adesso pare che in questa storia entri anche la pallavolo milanese, risorta poco più di un anno fa ed eternamente alla ricerca di una stabilità che generi successi. La Sparkling, appena riportata in città l'A1, assente dall'addio dell'Asystel nel 2003, potrebbe avere presto come presidente proprio Lapo. Non c'è nulla di ufficiale, non c'è conferma da parte del club e Claudio Giovanardi, il patron emiliano che ha dato vita alla Sparkling nel 2006, tace sull'argomento e rimanda a un prossimo comunicato.
Giovanardi - che ha frequentato il mondo dei motori, interesse in comune con Elkann - lavora da tempo a un'operazione che dovrebbe portare uno sponsor sulle maglie, ancora tristemente vergini, della Sparkling e creare interesse intorno alla squadra anche al di fuori della comunità del volley (e un po' ci sta già riuscendo). Clamore inevitabile con un personaggio come Lapo, 30enne nipote dell'Avvocato, già aspirante alla presidenza della Juve ma ora lontano dai vertici della Signora, ex-nemico della triade Giraudo-Moggi-Bettega, protagonista dello svecchiamento dell'immagine Fiat ma anche di frequentazioni non esattamente da Real Casa, con abbonamento mai scaduto alle pagine del gossip.
Ma perché Elkann si interessa alla Sparkling? Ad amici torinesi ha detto che gli piacerebbe entrare nella pallavolo, perché è uno sport pulito, aggiungendo però che il contatto con Milano è distante dalla fase conclusiva. In attesa di chiarimenti, si spera che Lapo non cerchi solo una breve bagno di popolarità in uno sport dall'immagine più limpida del calcio: la Sparkling ha bisogno di progetti duraturi per restare nel volley che conta. A maggior ragione in questo primo scorcio di stagione, che vede la squadra di Daniele Ricci penultima dopo tre partite, con tre sconfitte e un solo punto, conquistato nel 3-2 subito a Piacenza. Colpa anche di un calendario non facile e del problema di costruire una squadra completamente rinnovata rispetto alla passata stagione. «Sono fiducioso - ribatte Giovanardi -. I punti che ci mancano sono quelli dello 0-3 casalingo con Taranto ma la squadra era al completo da poco. Ci mancano malizia ed esperienza». Stasera appuntamento al Palalido con Macerata. Urge la prima vittoria stagionale, anche per aumentare la quota abbonamenti e le adesioni al Club Sparkling, finora un centinaio circa sia gli uni che le altre. Milano è dura da far innamorare. Andrà spiegato anche a Lapo.