La caccia alle particelle cosmiche

Sembra la grotta di un mago, una cantina dal sapore clandestino al di sotto di un negozio di informatica. È un luogo dipinto in passato come l'antro del diavolo, covo di misteriose profezie sismiche. A dieci anni dal terremoto dell'Aquila, Giampaolo Giuliani continua la sua sperimentazione sul radon e collabora con la Chapman university della California e con l'Academia Sinica di Taipei, a Taiwan. Ma il cuore della sperimentazione è rimasto sempre lo stesso, lo scantinato di Coppito, a pochi chilometri dall'Aquila, dove tre rilevatori misurano costantemente i valori del gas radon.

Dopo un avviso di garanzia per procurato allarme (fu prosciolto) un clamore mediatico che l'ha rimbalzato dalla fama all'oblio tra le macerie di una città devastata dal sisma («ero l'appestato»), ora l'ex direttore dell'Osservatorio astronomico di Campo Imperatore lavora da pensionato al suo sogno, grazie ai contributi volontari devoluti alla sua fondazione.

A Taiwan i dati dei cubi di piombo di Giuliani vengono incrociati con variazioni di campo elettromagnetico, in California, con studi sulle variazioni termali registrate da satellite in prossimità della faglia di Sant'Andrea: «Abbiamo scritto un nuova pagina della fisica eppure in Italia continuano a non crederci». I rilevatori sono costruiti in piombo puro al 98%. Attraverso una camera di decadimento «noi misuriamo il radon in forma indiretta attraverso i fotoni gamma», nati dal suo decadimento.

Quando i valori superano di tre volte lo scarto medio delle ultime 24 ore «siamo di fronte a un terremoto di un grado nelle prossime 6-24 ore». Il sisma in arrivo, secondo il sistema di Giuliani, aumenterebbe di un grado ogni circa mille punti di spostamento rispetto alla media mobile. Prima dell'Aquila il valore si discostò di oltre seimila punti in meno di sei ore. Così Giuliani calcola la distanza dell'epicentro dalle sue macchine: se il rialzo dura sulle sei ore, il raggio è molto stretto. Sopra le 12-16, si parla di una distanza di oltre 120 chilometri. Tutto nacque dopo l'esperienza di Campo Imperatore quando, nel laboratorio dell'Istituto nazionale di fisica del Gran Sasso, Giuliani iniziò a studiare le particelle cosmiche. Con una scienziata russa notò che dopo un rialzo di radon ci furono due terremoti, di cui uno devastante in Turchia. Grazie a uno dei figli e a un collega russo costruì la macchina cattura-radon. «Nella ricerca scientifica non esiste la parola impossibile. Vuoi che il terremoto non abbia dei fenomeni che ti allertano e ti dicono: guarda che sto per arrivare?». EFo

Commenti

cgf

Mer, 12/06/2019 - 09:41

in italia abbiamo giudici che si permettono di emanare sentenze contro chi NON ha previsto il terremoto, poi chi si da fare per...

cir

Mer, 12/06/2019 - 10:41

soldi sprecati.