Il calcio scende in campo per la «Memoria»

Un torneo riservato agli under 18 che inizia il 9 maggio

Ariela Piattelli

Nello sport a volte si vince, a volte si perde, ma sempre si impara. È questo il senso, l’obiettivo della prima edizione del «Trofeo della Memoria», il torneo di calcio dilettantesco riservato agli under 18 che avrà luogo nella capitale dal 9 maggio. Un trofeo dedicato alla memoria della tragedia della Shoah.
Lo sport scende in campo in nome della storia dopo i numerosi episodi di antisemitismo ed intolleranza negli stadi, per ricordare coloro che hanno sacrificato la propria vita per difendere i valori condivisi della società civile.
Protagoniste del «Trofeo della Memoria» sono sedici squadre romane. La squadra vincitrice avrà l’occasione di recarsi assieme agli allenatori a settembre in Polonia per visitare i luoghi dell’orrore, il campo di sterminio nazista ad Auschwitz. Piero Terracina aveva la stessa età di questi 300 ragazzi che partecipano al torneo, quando è stato deportato ad Auschwitz. Piero torna ogni anno in quei luoghi per raccontare ai giovani la sua terribile esperienza: «È sempre doloroso tornare nei luoghi della tragedia - racconta Terracina - però è necessario perché c’è un ritorno positivo, la trasmissione della memoria alle nuove generazioni. I giovani che fanno sport dovrebbero conoscere i valori importanti, quali la solidarietà e la lealtà. Per questo il «Trofeo della Memoria» rappresenta una bella iniziativa, molti ragazzi non conoscono la storia e lo sport può divenire un mezzo per veicolarla».
La conoscenza è quindi l’antidoto alla tragica dimenticanza, al revisionismo e all’odio che spesso invade gli stadi, proprio per questo a tutti i giovani partecipanti al torneo è stato distribuito un kit della memoria edito dalla casa editrice Utet, contenente libri e dvd sul tema della Shoah.