Caldo, «livello tre» di emergenza: 36 gradi

Patricia Tagliaferri

Ieri l’afa in città è stata insopportabile? Ebbene, oggi e domani sarà ancora peggio. Nella capitale, infatti, l’allarme toccherà il livello 3, di emergenza, che farà scattare ancora più in alto la colonnina di mercurio. Sono previsti 32,1 gradi a mezzogiorno, con una temperatura massima percepita di 35,9 gradi. È il sistema di attenzione/allarme per la previsione degli effetti di ondate di calore (heat/healt warning system) promosso dall’assessorato alle Politiche sociali a mettere in guardia i cittadini: le condizioni climatiche, secondo la scala utilizzata da questo sistema, sono a rischio. Previsti anche eccessi di interventi sanitari. Al servizio di emergenza 118 se ne sono già accorti: ieri, infatti, gli operatori hanno ricevuto il 20 per cento di chiamate in più da parte di persone, in particolare anziani, che lamentavano patologie riconducibili al caldo (crisi respiratorie, ipotensione, perdita di liquidi). Molti sono stati soccorsi in strada, altri in casa. Per quelli di loro che vivono da soli è stato necessario il ricovero. Negli ospedali, comunque, per ora la situazione è sotto controllo. Alle 18 di ieri erano già 650 gli interventi portati a termine dagli operatori del 118. Un numero «impressionante», dicono gli addetti ai lavori, visto che generalmente il 118 interviene circa 600 volte nell’arco delle 24 ore. Sopra la media anche le chiamate (1.600 fino a ieri pomeriggio).
La Protezione civile ha allertato, oltre al 118, anche la Croce Rossa italiana. Da medici e pediatri arrivano i soliti, e sempre utili, decaloghi su come comportarsi per sopportare meglio la calura, i rivenditori di condizionatori fanno affari d’oro, i consumi di energia sono quasi al massimo, i supermercati sono presi d’assalto dai cittadini che vogliono rifornirsi di bevande e gelati. E agosto è ancora lontano. Insomma, una situazione preoccupante. E non solo a Roma. Tanto che il ministro della Sanità Francesco Storace ha preparato un piano straordinario su scala nazionale per fronteggiare l’emergenza caldo, concertato con la Protezione civile, le regioni e i comuni. L’obiettivo è quello di evitare quanto accaduto nell’estate del 2003, quando l’afa fece tantissime vittime tra gli anziani.
«A Roma siamo quattro gradi sopra la media stagionale, ma non bisogna allarmarsi più del dovuto», commenta Franca Mangianti, dell’Osservatorio meteorologico collegio romano. «Già da giovedì scorso - dice - avevamo previsto un innalzamento della temperatura di due o tre gradi rispetto alla media, siamo arrivati a quattro gradi in più. Nell’ultima decade di giugno la media stagionale prevede una temperatura minima di 18 gradi e una massima di 28, adesso siamo a 22 gradi e 32 gradi. Saranno giorni caldi fino a mercoledì o giovedì, quando una perturbazione giungerà dal nord Italia ma poi dovrebbe interessare anche il Lazio». L’esperta invita però a non fare allarmismi inutili: «Ricordiamoci che nei primi dieci giorni di giugno la temperatura registrata a Roma è stata di 5-6 gradi sotto la media stagionale. Un innalzamento in questo periodo è normale, bisognerà vedere come si evolverà la situazione anche se paragonare quest’estate a quella del 2003 mi sembra sbagliato». E dall’assessore all’Ambiente della Regione Angelo Bonelli arriva l’invito a ridurre i consumi d’acqua.

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