Come cambia la voglia di automobile

È tempo di bilanci. Alcune riflessioni sono d’obbligo. La domanda di auto si evolve in base al gusto dei consumatori, avviene spesso in modo quasi impercettibile, ma nel tempo determina profondi cambiamenti. Sappiamo, a esempio, che gli automobilisti stanno dimostrando da alcuni anni un calo di interesse nei confronti delle berline tradizionali. Pochi conoscono, però, le reali dimensioni di questo fenomeno che ha portato alcuni costruttori che lo hanno sottodimensionato a gravi difficoltà. In Europa, negli ultimi dieci anni, cioè tra il ’95 ed il 2005, la domanda di monovolume è passata da una quota dell’1,8 al 18,1%, quella dei Suv dal 2 al 5,6%, mentre le berline sono scese dall’80,1 al 56,6 per cento. È avvenuta una vera rivoluzione e coloro che pensavano che le auto compatte con molto spazio interno o i Suv rappresentassero una moda passeggera non hanno saputo interpretare la realtà. La società cambia e il gusto dei consumatori si evolve costantemente modificando in profondità i comportamenti e le scelte di acquisto. Venti anni fa la domanda era statica, condizionata soprattutto dalla capacità di reddito e dalla consistenza del patrimonio dell’automobilista, oggi esprime molti valori. Si evolve, infatti, anche in base all’importanza data agli aspetti ecologici, al territorio (urbano o non), alle convinzioni (conservatore, progressista), all’importanza data al passato (neo-retrò). Lo stesso concetto di lusso si è modificato e il proprietario di un’ammiraglia può trovare gratificazione guidando un’utilitaria dai bassi consumi. L’accresciuto rispetto per l’ambiente non è privo di conseguenze e l’aumentata partecipazione ai grandi drammi dell’umanità (fame, povertà, guerre, carestie) suggerisce a molti l’adozione di stili di vita più sobri. Oggi, poi, il volto di certi uomini politici che appaiono in tv non fa crescere certo la voglia di brindare alla vita, piuttosto aumenta i timori per il futuro, spinge verso il contenimento dei consumi e fa lievitare quelle considerazioni amare che fanno precipitare in caduta libera la gioia di vivere. Gli episodi di terrorismo si riflettono direttamente sul trasporto aereo e sulla presenza di turisti nelle grandi capitali. Chi ha voglia di recarsi a Londra dopo le bombe nella metro?
La prospettiva di accresciute difficoltà economiche a causa di nodi strutturali non risolti, come quello delle pensioni, fa prevalere un atteggiamento di attesa. Anche l’invecchiamento della popolazione mondiale non è privo di conseguenze sull’acquisto di auto. Si stima che il 50% dei consumi sia oggi effettuato da persone con più di 50 anni che rappresentano il 36% delle persone. Il mercato delle auto a basso prezzo (meno di 10mila euro) rappresentava nel 2004 il 4,5%, ma nel 2012 si stima che crescerà fino all’8,5 per cento. Già oggi si producono in Romania veicoli sotto i 5mila euro. Difficilmente quei modelli spartani potranno trovare uno sbocco sui mercati occidentali, ma rappresentano un sogno per tutti coloro che in India e Cina non hanno mai posseduto una vettura. In Italia il parco auto è formato da oltre 30 milioni di unità, mediamente vi è un veicolo ogni due italiani, pochi altri Paesi al mondo hanno una tale densità di veicoli. Siamo un mercato maturo: gli acquisti sono essenzialmente di sostituzione.