Il campanile del duomo di Pietrasanta? L'ha costruito Michelangelo

La paternità della torre che domina la piazza è stata scoperta da uno studente di architettura al termine delle ricerche alla base della sua tesi. Finora si credeva che l'avesse realizzata lo scultore fiorentino Donato Banti

Sarebbe di Michelangelo Buonarotti il campanile del duomo di San Martino che domina la piazza del centro storico di Pietrasanta. La scoperta della vera paternità della torre in laterizio rosso, rimasta priva del rivestimento marmoreo è da attribuire alla tesi di laurea di Enrico Venturini, studente di architettura all'Università di Firenze che si è laureato nei giorni scorsi col massimo dei voti e la lode. I lavori del bellissimo campanile, alto 36 metri, con singolare scala elicoidale interna, sono sempre stati collegati allo scultore fiorentino Donato Benti, ma il recente studio, che ha richiesto oltre un anno fra misurazioni, verifiche e ricerche, darebbe oggi solide basi a questa straordinaria paternità. Un'indagine di grande fascino, destinata a suscitare un'attenzione internazionale tra gli appassionati cultori del Rinascimento italiano. D'altra parte Michelangelo nella cittadina versiliese visse quasi ininterrottamente dal 1516 al 1520, dopo aver lavorato alla Cappella Sistina, in concomitanza con l'impegno per il progetto della tomba di papa Giulio II e con l'apertura delle cave che proprio in quegli anni cominciarono a fare concorrenza al millenario bacino marmifero di Carrara, al quale lo stesso maestro si era esclusivamente rivolto in precedenza fino al pontificato di Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico.
Il soggiorno a Pietrasanta, durante il quale Michelangelo rischiò di morire per una colonna di marmo che nel settembre del 1518 cadde e uccise un operaio che si trovava proprio accanto a lui, coincise con un periodo di grande impegno per il maestro (che fra l'altro tracciò anche la strada che tuttora collega le cave di Azzano con Forte de'Marmi) e fu interrotto da alcune «puntate» nei luoghi dove era richiesta la sua presenza. La trasferta più importante di quegli anni fu il viaggio compiuto a Firenze nel 1517 per realizzare il progetto della facciata della chiesa di San Lorenzo con il quale aveva vinto l'importantissimo al quale avevano partecipato artisti del livello Giuliano da Sangallo, Raffaello e Andrea e Jacopo Sansovino.
Per Pietrasanta, capoluogo storico della Versilia, patria di Giosuè Carducci e da decenni capitale della scultura e rifugio dell'artista colombiano Fernando Botero, la firma michelangiolesca sul campanile del duomo rappresenta un «di più» che ne arricchisce il già notevole appeal turistico particolarmente apprezzato dagli appassionati d'arte che visitano le tante mostre allestite in città nonché il museo del bozzetto, le botteghe dei marmisti, le fonderie artistiche e i laboratori di mosaico.
«Una serie di puntuali rispondenze con il genio creativo di Michelangelo - ha commentato l'assessore alla cultura del Comune di Pietrasanta, Daniele Spina - che apre scenari di notevole interesse. Sono certo che la diffusione di questa notizia produrrà un dibattito con nuovi apporti scientifici e storici, al quale vogliamo contribuire anche noi, organizzando una serie di convegni sul tema e una mostra che documenti, attraverso materiale storico, disegni, ricostruzioni tridimensionali, questo recente ed affascinante studio».