Agosto, villaggio mio non ti conosco... (più)

Finita l'era degli all inclusive e dei club chiusi: oggi si punta su benessere e natura

Parola d'ordine: all inclusive. Con quintali di cibo al buffet, drink sempre a portata di mano, animatori scatenati e qualunque momento della giornata scandito fra sport, giochi aperitivo, spettacoli di cabaret e tornei a squadre. Ecco la formula perfetta per le vacanze anni Ottanta, quelle del boom economico, delle ferie lunghissime e delle partenze di massa ad agosto. Quelle che hanno segnato il successo planetario dei villaggi turistici, enormi contenitori per il divertimento sempre uguali a se stessi. In qualunque periodo dell'anno, in ogni angolo del mondo. Oggi questa formula è entrata in una crisi profonda. Perché al turista del nuovo millennio piace scoprire, immergersi nella realtà locale, sperimentare e, soprattutto, sentirsi libero di decidere come riempire il proprio tempo. E così anche il vecchio e caro villaggio è stato costretto a cambiare pelle, per adeguarsi a questa rivoluzione della cultura vacanziera.

CHI VA GIÙ E CHI VA SU

Chi ha saputo trasformarsi in tempo ne è uscito vittorioso. Tutti gli altri annaspano o rischiano di scomparire. Emblematico è il caso di Valtur, vero e proprio sogno a occhi aperti per chi era in procinto di partire fra gli anni Ottanta e i primi Duemila. Oggi il colosso italiano nato nel 1964, complici alcuni problemi legati alla gestione, non esiste più. Dopo il fallimento e la messa in liquidazione, l'azienda è stata acquisita dal gruppo pugliese Nicolaus. Mentre molti dei villaggi sparsi nel mondo sono stati rilevati da altri operatori. Nel frattempo gli ex dipendenti chiedono ai nuovi proprietari di essere reintegrati, ma non hanno ancora alcuna certezza sulla loro sorte.

Per un marchio storico che scompare ce ne sono altri che crescono a ritmi vertiginosi grazie alla capacità di innovare. Fra questi c'è Alpitour che, nel 2017, ha raggiunto un giro d'affari da 1,22 miliardi di euro e per il 2018 punta a incrementare il fatturato di un altro dieci per cento, partendo dalla valorizzazione del Made in Italy. Stessi numeri record anche per Club Med che, grazie a una sapiente operazione di rilancio, oggi vanta un fatturato da oltre 1,5 miliardi di euro (il dato è del 2017), un aumento di clienti del 6,6% e nuovi resort pronti ad aprire i battenti.

CHE BELLA LA NICCHIA

E poi ci sono i viaggi a tema, che hanno saputo conquistare una fetta di mercato sempre più ampia. «Oggi per avere successo bisogna puntare sulle nicchie conferma Magda Antonioli, docente dell'università Bocconi di Milano -. Occorre presentare delle offerte più personalizzate, aggiornate e differenziate in base al target. La formula all inclusive esiste ancora, ma è diversa rispetto al passato». A funzionare di più sono i villaggi aperti. «Sono strutture moderne, che permettono agli utenti di andare fuori per scoprire la realtà circostante prosegue l'esperta -. Oggi i modelli di villaggio più amati puntano su sport di tendenza, sul benessere, sul rispetto per l'ambiente, sull'enogastronomia e sui territori». E questo perché i viaggiatori che amavano farsi organizzare le giornate, per rilassarsi e non pensare, non esistono più. «Il modello standardizzato tanto di moda negli anni Ottanta non piace più spiega Valerio Corradi, docente di Sociologia del turismo all'università Cattolica di Milano -. Per molti anni sono stati offerti pacchetti vacanza chiusi, per sette o 15 giorni, uguali in qualunque parte del mondo. Questo sistema faceva perno sul turismo di massa, su un target più passivo e molto attento a dimostrare il proprio status symbol attraverso le vacanze. Erano le ferie iperconsumistiche, quelle pubblicizzate anche dal cinema. Adesso il mercato si trova di fronte a persone più esigenti, attente alla qualità, con la voglia di vivere esperienze concrete a contatto con il territorio».

Ma non è solo il target a cambiare. Negli ultimi tempi si sono modificati anche i tempi della vacanza. Oggi chi parte lo fa per pochi giorni consecutivi, magari in periodi diversi dell'anno. «Il tempo medio di permanenza nello stesso luogo mediamente non supera i tre giorni e questo confligge con l'idea tradizionale di villaggio turistico dice ancora Corradi -. Quello che piace alla gente è il turismo esperienziale, che metta d'accordo relax con voglia di cimentarsi in cose nuove». Ecco perché oggi la parola d'ordine è cambiata. Non più all inclusive ma personalizzazione. «La sfida è diversificare il più possibile le offerte e far conoscere agli ospiti usi e costumi locali prosegue -. Occorre organizzarsi in modo da permettere agli utenti di cimentarsi direttamente in qualche attività tipica del luogo: dalla produzione dei formaggi alla realizzazione di vasi in terracotta».

PAROLA D'ORDINE: SPERIMENTARE

Ma occorre anche dare più importanza alla qualità. Un elemento diventato decisivo rispetto al passato. «I villaggi moderni sono quelli in grado di garantire comfort elevati, anche dal punto di vista tecnologico. Ma anche quelli in grado di permettere agli ospiti di scegliere in che modo divertirsi e quali usi e costumi del territorio scoprire e sperimentare conferma il presidente di Confindustria Alberghi, Giorgio Palmucci -. Nessuno oggi accetterebbe più un'animazione invadente, una giornata organizzata in ogni istante, una proposta massificata e sempre uguale». Ecco perché chi vuole innovare sta puntando molto anche sulle vacanze a tema. Quelle in grado di riunire perfetti sconosciuti intorno a un hobby, una passione, un interesse. Si spiega così il boom delle crociere tematiche: da quella dedicata agli scacchi a quelle pensate per gli appassionati di tango o a quelle organizzate per immergersi nel mondo di Star Trek. «Ormai l'offerta è davvero vastissima. Ci sono tour enogastronomici, così come viaggi focalizzati sul calcio, sul golf, sulla musica e sul benessere va avanti Andrea Petroni, fondatore del blog Vologratis.org -. Sono vincenti perché permettono di abbinare la vacanza a una passione molto forte».

A BORDO CON LA ZUMBA

Le idee per questa estate non mancano, soprattutto se si decida di imbarcarsi su una nave da crociera. A disposizione ci sono pacchetti dedicati al poker, altri che permettono di passare un'intera settimana nel mondo degli zombie. E poi ci sono i viaggi per nudisti, per amanti della zumba, per chi voglia salire a bordo con i propri gatti e per chi desideri cimentarsi con corsi di uncinetto e maglieria. «I temi più gettonati restano quello del benessere e dell'enogastronomia conclude Petroni -, ma le novità sono continue. Anche perché il futuro dei viaggi andrà sempre di più verso la loro declinazione tematica. I turisti vogliono solo abbandonare la routine e trovare qualcosa che la vita in città non è in grado di offrire. Hanno bisogno di nuovi stimoli e di nuove esperienze, che li facciano rilassare, divertire e arricchire. Vogliono semplicemente tornare a casa e ricordare per sempre ciò che hanno visto e vissuto». Una cosa difficile nei mega villaggi del passato. Ecco perché oggi devono cedere il passo ai loro cugini moderni, tecnologici e soprattutto su misura.