In campo una task force per mettere ordine tra i siti del poker on line

I Monopoli di Stato scendono in campo con una vera e propria task force, reclutata per mettere ordine nel mercato del poker online, combattendo il gioco illegale e gli strani movimenti di denaro nelle sale italiane. La gallina dalle uova d'oro del poker texas hold’em giocato comodamente da casa sui tavoli virtuali ha già prodotto una performance notevole durante il 2009. I primi mesi del 2010 sono già col segno «più», ma il prossimo lancio della modalità cash game (gioco a soldi libero, e non formula torneo) promette di portare la raccolta dai 2,2 del 2009 a oltre i 3 miliardi per quest’anno. L’Aams ha deciso di far fruttare ancora di più il mercato del futuro. Un’industria che ancora si perde per strada milioni di euro giocati dagli italiani sulle piattaforme «punto com», quelle che continuano ad operare senza la necessaria concessione rilasciata dall’Authority italiana e non versano neanche un euro di tasse nelle casse dell'Erario. Ma l'attenzione è alta anche sulla regolarità del gioco delle piattaforme «punto it», dove qualche anomalia pare sia stata registrata.
Aams, Sogei, Polizia Postale e Guardia di Finanza: eccola la task force che dovrà ricomporre i pezzi e accentrare la raccolta sui siti di poker «punto it». Si sa, per esempio, che è in corso una trattativa con il network di gioco Playtech-iPoker «punto com», che raccoglie oltre 30 siti con giocatori provenienti da tutto il mondo, italiani compresi, che generano numeri da capogiro molto complicati da stimare. La stessa piattaforma opera anche in Italia con brand primari come Snai, Sisal, Cogetech e Virgin, tutti regolarmente «punto it». Ma come accadde con Pokestars.com, Aams vorrebbe che iPoker congelasse i conti gioco degli italiani registrati nelle sue «punto.com» e li costringesse ad abbandonare le sale estere in attesa del loro passaggio al «punto it». Si tratta ancora di un'ipotesi, ma le voci dicono che le pressioni della task force sono già forti su Titan Poker, il brand principale di Playtech-iPoker. Dunque, dopo Pokestars, Bwin, Unibet ed altri, anche queste poker room dovranno «convertirsi» alle regole di casa nostra e pagare le tasse all'erario.
Ma la Polizia Postale e la Guardia di Finanza non se la prendono solo con gli stranieri. Pare che siano migliaia (c'è chi dice circa 4mila) i conti gioco italiani monitorati già da qualche settimana dalle forze dell'ordine. Il motivo? Movimenti sospetti di grosse somme di denaro. I Monopoli di Stato, grazie a Finanza e Polpost, hanno effettuato dei controlli a campione sui dati dei conti che i concessionari sono tenuti a fornire all'Aams e a filtrare tramite Sogei, il braccio informatico che gestisce tutte le transazioni di ogni singolo torneo. Dall'analisi sono risultate evidenti anomalie in alcuni conti sui quali sono transitate somme ingenti di denaro. Flussi difficili da giustificare con tornei dal buy in massimo di 100 euro. Si attendono sviluppi.