Cannavaro sta con Del Piero: «Capello? Conta al 20 per cento»

nostro inviato a Firenze

Indosserà la fascia di capitano in azzurro per la prima volta da campione d’Italia. «Un capitano che viaggia a testa alta», precisa Fabio Cannavaro. Una stagione senza problemi fisici («ho giocato 38 partite su 38 dopo due anni difficili») culminata con l’obiettivo che sognava. Poco importa che a disturbarlo ci sia stata la vicenda del video di sei anni fa nel quale si faceva iniettare una flebo. «Tutto dimenticato», dice. Meglio parlare dello scudetto, che molti hanno considerato il capolavoro di Capello. «Sugli allenatori ho una mia idea, contano il 15 o 20% al massimo. Devono essere bravi a gestire lo spogliatoio e i momenti difficili, in campo poi ci sono i giocatori. Insomma se non hai i fenomeni non puoi vincere». Dunque, non solo meriti al tecnico ma anche alla squadra: «Ringrazio tutti i compagni che mi hanno permesso di raggiungere questo traguardo». Consequenziale il paragone con Lippi. «Due allenatori che hanno vinto tutto in questi anni, magari Capello ha questo modo di fare da duro, mentre il ct azzurro è più disponibile. Ma sono molto simili».
Intanto Vieri e Cassano si inventano una singolare partita di calcio-bocce. Cannavaro lo dice chiaramente: «Si integrano bene per le loro caratteristiche fisiche. Cassano alla Juve? Non parlo, sennò Moggi mi multa». Oggi ultimo allenamento prima della partenza per Oslo, dove non ci sarà Nesta, che non rientrerà in gruppo per i gravi problemi familiari.