Caos sulla missione, la Nato: non c'è accordo E la Francia attacca: avrà solo un ruolo tecnico

La Nato: non c'è nessun accordo sul comando della missione militare in Libia. Juppé ridimensiona il ruolo previsto per l'Alleanza Atlantica: "Non eserciterà il pilotaggio politico delle
operazioni. Ma interverrà come strumento di pianificazione". All'Italia il controllo sull'embargo navale

Parigi - La querelle sul ruolo della Nato continua. La Francia non ci sta a passare in secondo piano e precisa ancora. "L'Allleanza Atlantica avrà solo un ruolo tecnico". La Nato non assumerà la "guida politica" della coalizione internazionale contro il regime di Muammar Gheddafi: puntualizza Francois Baroin, portavoce del governo francese, cioè del Paese che più ha premuto per l’intervento militare. Quello dell’Alleanza Atlantica, ha spiegato Baroin al termine della seduta settimanale di gabinetto, "sarà un ruolo tecnico", cioè essenzialmente operativo e circoscritto alla pianificazione e alla logistica, ma non decisionale. Se non è chairo ci pensa il ministro degli Esteri Alain Juppé a precisare: "La Nato non eserciterà il pilotaggio politico delle operazioni in Libia. Ma interverrà come strumento di pianificazione e di condotta operativa nell’applicazione della no-fly zone".

Nato, nessun accordo sulla missione Non c’è accordo sul comando delle azioni militari in Libia nella riunione tra i 28 ambasciatori dei Paesi della Nato. Una nuova riunione del Consiglio atlantico potrebbe tenersi domani. "Non ci sono novità", hanno indicato le fonti diplomatiche, dando conto con poche parole dell’esito negativo dei colloqui che si protraggono non-stop da giovedì scorso e che hanno registrato anche momenti di forti tensioni tra i partner. Il rebus da risolvere resta il ruolo della partecipazione dell’Alleanza nelle operazioni decise dalla comunità internazionale per fare rispettare in Libia la risoluzione del consiglio di sicurezza dell’Onu che consente il ricorso all’intervento militare (non di terra) a difesa della popolazione civile. Il punto di contrasto riguarda in particolare il comando delle operazioni per la no fly-zone sopra la Libia. L’Italia insiste per un comando unificato della coalizione sotto l’ombrello Nato, mentre la Francia apre solo ad un suo ruolo "tecnico", non politico. Se il comando della coalizione passasse sotto la Nato, la base di riferimento sarebbe in Italia, a Napoli.

Martedì vertice a Londra Juppé annuncia che la prima riunione del gruppo di contatto sulla Libia si terrà martedì prossimo a Londra. "Ho appena preso l’iniziativa con il mio collega britannico di riunire a Londra martedì prossimo un gruppo di contatto che include tutti i Paesi piu l’Unione africana, la Lega araba e i Paesi europei associati".

Rasmussen in attesa La Nato "è pronta ad agire se e quando richiesto" ribadisce la portavoce della Nato Oana Lungescu precisando che l’Alleanza ha completato la fase della pianificazione degli interventi.

All'Italia controllo sull'embargo navale L’Italia avrà un ruolo di primo piano nella missione della Nato per il rispetto dell’embargo delle armi, con il comando della componente marittima della missione in Libia. Lo riferisce il colonnello Massimo Panizzi, portavoce del presidente del comitato militare della Nato, ammiraglio Giampaolo Di Paola.

La decisione di ieri Ieri sera Parigi e Washington avevano annunciato di aver raggiunto un accordo sul comando della missione, presentandolo però in modo diverso. Per la Casa Bianca, Stati Uniti, Francia e Regno Unito avevano raggiunto un’intesa per affidare alla Nato un "ruolo chiave" nell’operazione. Espressione non ripresa invece dall’Eliseo, che aveva invece riferito di un colloquio telefonico tra Barack Obama e Nicolas Sarkozy, in cui i due leader "hanno raggiunto un accordo sulle modalità di utilizzo delle strutture di comando della Nato a sostegno della coalizione". Oggi si è riunito il Consiglio Nord Atlantico per precisare meglio l’accordo di massima raggiunto da Obama e Sarkozy. Intanto, la Nato ha fatto sapere di avviare oggi il pattugliamento navale per garantire il rispetto dell’embargo sulle armi imposto dalla comunità internazionale alla Libia.